Le motoseghe rombano nella Riserva di Decima Malafede, a Castelromano, dove 21 ettari di bosco protetto saranno abbattuti. Anzi, i tagli sono già iniziati nei terreni di bosco ceduo di proprietà della Propaganda Fide. La notizia si era sparsa lo scorso marzo sui social network, e l’accusa alla Regione era stata rilanciata dall’assessore all’ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari.
"Siamo di fronte all'ennesima bufala – aveva rassicurato il direttore dell'Ente regionale Romanatura Maurizio Gubbiotti - Nessun taglio di questo tipo è in corso ne è stato autorizzato". Non c’è rischio alcuno, aveva replicato il Governatore Zingaretti. 
 
E invece il permesso c’è eccome, con tanto di autorizzazione (sperimentale) a usare i cingolati. Rilasciato dell'Ente regionale Romanatura e convalidato da nulla-osta del Comune.
 
    
 
Insomma, sia il comune (che accusava la Regione dei tagli) che la difesa (che li negava) avevano già deciso assieme il destino del bosco della Riserva di Decima Malafede. Per fare legna da ardere. “Confidavamo che Propaganda Fide, come istituto religioso, potesse avere un comportamento differente” spiega Marco Antonini, assessore all'Ambiente del Municipio IX
"Speravamo che si sarebbe posta a salvaguardia di una così pregevole opera del Creato, invece ha prevalso un interesse economico che, nel caso specifico, non è neppure particolarmente significativo”. Insomma, per pochi spiccioli. Ben meno di trenta denari.
 
I Verdi di Roma hanno chiesto al sindaco romano di sospendere l’autorizzazione, basandosi sulla "direttiva uccelli" della Comunità Europea che prevede misure particolari per i siti dove nidificano alcune specie protette.: "Chiediamo a Virginia Raggi, quale Presidente della Città Metropolitana, di sospendere immediatamente l'autorizzazione, esercitando i poteri di autotutela. Oggi è il 16 marzo, in piena stagione di nidificazione – osservano in una nota Alemanni, Bonessio e Calcerano – e nell'area interessata dagli abbattimenti, limitrofa a sito di interesse comunitario, sono stati individuati nidi di specie fondamentali come averla e falco pecchiaiolo, senza contare il grave danno ad un'area boscata già duramente provata dalla siccità".
 
 
Una petizione online richiede la salvaguardia dei boschi ancora esistenti nel territorio di Roma Capitale
 
 
Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,
al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi,
al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti,
premesso che
- nel territorio comunale di Roma Capitale sussistono ancora straordinari esempi di habitat naturali e agricoli di primaria importanza;
- all’interno della riserva naturale di Decima – Malafede esiste “una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”;
- l’Ente regionale “Roma Natura” gestisce 15 aree naturali protette (9 riserve naturali, 2 parchi regionali urbani, 3 monumenti naturali, 1 area marina protetta) per complessivi 16.000 ettari;
- l’art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997 consente di acquisire i diritti di taglio boschivo per mantenere i boschi nel loro stato naturale;
tuttavia
- i tagli boschivi, in particolare nelle formazioni gestite a ceduo, proseguono, come avvenuto, per esempio, negli ultimi anni a Capocotta e a Castello Romano, pur all’interno di aree naturali protette;
- i piani di assetto delle aree naturali protette in buona parte non sono stati definitivamente approvati, lasciando decadere le relative norme di salvaguardia;
- i piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA), con l’alibi dei miglioramenti in agricoltura, hanno spesso portato a nuove pesanti distruzioni di natura e suoli agricoli.
Pertanto, i sottoscritti cittadini chiedono
al Presidente della Regione Lazio
la rapida approvazione dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale,
al Sindaco di Roma Capitale
una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, la destinazione di qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997),
al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura”
l’emanazione di un atto di indirizzo agli Uffici dell’Ente di sospensione delle autorizzazioni per tagli boschivi in attesa dell’approvazione definitiva dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale.
 
 

 

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