La Shell costretta  a pagare per la propria responsabilità nell'uccisione di Ken Saro-Wiva, lo scrittore impiccato dai militari nigeriani perchè cercava di proteggere il proprio popolo e le sue foreste dalle devastanti operazioni della petrolifere.
Dopo quattordici anni, la Shell, per evitare di finire sotto processo, pagherà 15,5 milioni di dollari.
Il colosso petrolifero era stato convocato dal tribunale di New York, con l'accusa di complicità in omicidio, tortura ed altri abusi commessi dall'ex regime militare della Nigeria. Per non finire alla sbarra l'unica alternativa è pagare. Parte dei soldi andranno alle famiglie dei morti e parte in un fondo a favore del gruppo etnico del Delta del Niger.

"La decisione di pagare" ha dichiarato in un comunicato Malcolm Brinded, che dirige il ramo esplorazione e produzione di Shell, è stata un "gesto umanitario" nei confronti del popolo Ogoni. Ma la Shell ha dovuto pagare, anche perchè numerosi fatti indicano la diretta collusione tra la Shell e i militari, che spesso agivano su diretta indicazione della compagnia.

Raffinato scrittore, Ken Saro-Wiwa era attivo nella campagna per preservare il delicato ecosistema delle foreste costiere di mangrovie dai danni dello sfruttamento petrolifero e era presto divenuto la voce della comunità Ogoni, uno dei popoli del Delta del Niger. Per questo motivo la sua presenza era considerata dannosa.

Quattordici anni dopo, mentre la Shell paga per gli abusi in Nigeria, altre compagnie petrolifere scatenano la guerra contro gli indios nell'Amazzonia peruviana. Per i popoli indigeni di tutto il mondo, una delle ultime poesie di Ken Saro-Wiwa:

"Miei fratelli, mie sorelle,  
danzate, danzate, danzate.  
Danzate la vostra rabbia e la vostra gioia.  
Danza, popolo mio,  
perche? abbiamo visto il domani,  
e c'e? una stella Ogoni nel cielo"

Ken Saro-Wiwa

 

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