BirdLife International, appoggiata dalla LIPU e da altre associazioni, è risuscita a bloccare un progetto diconversione di 10mila ettari della foresta Dakatcha in Kenya per coltivarvi la jatropha, una pianta da cui ricavare biocarburanti. Secondo le associazioni, i biocarburanti prodotti con la deforestazione, rilascerebbero 6 volte in più di CO2 in atmosfera rispetto ai carburanti fossili.

 

Il Governo del Kenya ha negato l'autorizzazione, e la foresta di Dakatcha, un'area di grandissima importanza per gli uccelli selvatici (Iba, Important bird areas) e per le popolazioni locali, è salva. Ad annunciarlo è oggi la LIPU-BirdLife Italia che ha appoggiato la campagna condotta da Nature Kenya insieme a BirdLife Europa e ad altri partners di BirdLife International come l'inglese Rspb (Royal society for the protection of birds), la spagnola Seo, la svedese Sof e BirdLife Finlandia e inoltre dell'Aecid (Agenzia spagnola per la cooperazione internazionale) contro le richieste di Kenya Jatropha Energy Limited, che voleva ricavare dall'operazione olio per il mercato dei biocarburanti. Smontata anche la tesi dei produttori che i biocarburanti salvano l'atmosfera: secondo uno studio commissionato da Nature Kenya e realizzato dalla Rspb e da Action Aid, infatti, i biocarburanti, complessivamente, sarebbero responsabili di una immissione in atmosfera di una quantità di anidride carbonica superiore di circa sei volte quella causata dai carburanti fossili.

La distruzione della foresta Dakatcha, che si estende su 32mila ettari a una distanza tra i 25 e i 50 chilometri dalla costa, avrebbe portato alla carenza di acqua, all'erosione del suolo, all'insicurezza alimentare e alla perdita di rare specie di animali e piante.
Per le popolazioni locali la conversioni delle foreste avrebbe comportato la perdita di risorse critiche per la loro sopravvivenza, oltre che il vedersi sottratte quelle terre che appartengono loro da sempre.
La foresta Dakatcha, nella quale Nature Kenya ha avviato attività alternative come la gestione forestale sostenibile, ospita il tessitore di Clarke, un uccello di foresta minacciato di estinzione, e una popolazione di pispola di Sokoke.

“Esprimiamo grande apprezzamento per la decisione del governo del Kenya, in particolare del Nema, l'Autorithy nazionale per il governo dell'ambiente del Kenya, di respingere il progetto sui biocarburanti in un'area così importante per le comunità e la biodiversità - dichiara Paul Matiku, Direttore esecutivo di Nature Kenya - E' incoraggiante vedere che queste decisioni vengano guidate dalle indicazioni fornite dalla scienza. Chiediamo ora al Governo di applicare lo stesso criterio anche per le piantagioni di biocarburanti proposte in altre aree sensibili come il delta del fiume Tana”.
“E' un'importante decisione, che accogliamo con grande soddisfazione - aggiunge Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia - Come LIPU ci siamo attivati fin da subito per  chiedere al Governo di evitare la distruzione di un serbatoio così prezioso di biodiversità e di risorse naturali, una scelta che tornerà utile anche in un'ottica di lotta globale ai cambiamenti climatici e che sarà estremamente preziosa per la sopravvivenza delle popolazioni locali”.

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