E' la resa delle autorià: prive di forze e mezzi per fermare il contrabbando di specie protette, alzano le braccia e abbandonano le foreste ai predatori. Secondo esperti e ambientalisti numerose specie sono ora a rischio, innanzitutto l'iguana verde.
“Ci sono imprese che si dedicano a riprodurre cervi dalla coda bianca, degli iguana e altri animali, anche protetti, che possono essere esportati in modo regolamentare, purché si tratti almeno della seconda generazione" ha spiegato a Tierramérica Julio Madrid, responsabile delle aree protette di Petén.


Ma gli allevamenti sono spesso copertura per l'esportazione di esemplari selvaggi. E' il caso della Bruce Edelman Reptiles Imports and Exports Inc. di Miami, sorpresa mentre esportava 300 iguane verdi, oltre a tartarughe, rane e tarantole, tutte specie minacciate di estinzione. Tra novembre 2008 e aprile 2009, l'impresa aveva inviato a Miami 5.112 animali, tutti illegalmente.

Un altro caso di contrabbando è stato smascherato il 12 marzo scorso, quando la polizia scoperto in una abitazione di Città del Guatemala oltre 70 animali selvatici, tra cui esemplari di ara scarlatta, pappagalli, cervi, tucani, pavoni, tacchini reali, fagiani, procioni e scimmie cappuccine.

In Guatemala sono 1.600 le specie animali  a rischio di estinzione, mentre le specie vegetali sono 740 v.
L'area di Petén, estesa su 35.854 chilometri quadrati, rappresenta una delle più vaste foreste centroamericane, oltre ad essere a ospitare numerosi siti archeologi Maya. Oltre due milioni di foresta ai confini col Messico sno stati posti sotto protezione, ma questo non è bastato a fermare il saccheggio delle specie.

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