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Foreste primarie: una mappa dei paesaggi forestali intatti

Più di 104 milioni di ettari di paesaggi forestali intatti - un'area tre volte la Germania - sono stati distrutti o degradati tra il 2000 e il 2013. Questo è il responso delle nuove mappe prodotte dalla collaborazione tra Greenpeace, l’Università del Maryland, Transparent World, col supporto di WWF Russia e del World Resources Institute. Le mappe hanno utilizzato le tecnologie satellitari per identificare gli ultimi “paesaggi forestali intatti” (intact forest landscapes, IFL) ossia fareste incontaminate stesse su vaste aree, sufficienti a mantenere la biodiversità nativa. Le mappe escludono le aree frammentate o attraversate da infrastrutture come strade, miniere o campi petroliferi. I paesaggi forestali intatti includono d’altro campo anche radure e altre aree a bassa copertura arborea.

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Gli attivisti cambogiani: taglio illegale distrugge le ultime foreste

Una rete di attivisti cambogiani si batte contro la deforestazione illegale sta distruggendo le ultime preziose foreste del paese. Gi attivisti si sono riuniti a Phnom Penh denunciando il contrabbando di almeno 55.000 tonnellate di legname di lusso con Cina, da parte dei una rete crimine con contatti tra alti funzionari e ufficiali delle forze di sicurezza.

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Brasile: nuova area protetta in Amazzonia

Il governo brasiliano ha annunciato una nuova area protetta grande quanto il Trentino. La nuova riserva, chiamato Alto Maues, si estende su 6.680 km quadrati di foreste in gran parte incontaminate e disabitate. La deforestazione è la causa principale delle emissioni di carbonio in Brasile, che incide molto più dell’utilizzo di combustibili fossili.

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Mercato globale e deforestazione

Un team di scienziati dell’università di Linköping (Svezia) e Vienna (Austria), giocato da Martin Persson, ha studiato il rapporto tra il commercio internazionale di prodotti agricoli e selvicolturali e la deforestazione in sette: Argentina , Bolivia, Brasile, Paraguay, Indonesia, Malesia e Papua Nuova Guinea.

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Deforstazione fuori moda

I vestiti che indossiamo provengono dalla distruzione delle foreste? E’ possibile: molti capi di abbigliamento contengono rayon o viscosa, che vengono fabbricati con la pasta di legno. E da dove viene questo legno? Ecco la domanda, a cui ha dato risposta una ricerca dell’associazione ambientalista canadese Canopy.

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FAO: un nuovo software per il monitoraggio forestale

La FAO ha annunciato il lancio di un nuovo software per aiutare i paesi in via di sviluppo monitorare lo stato delle loro foreste, sottolineando come una accurata raccolta e gestione delle informazioni sia fondamentale per gestire le risorse naturali in modo sostenibile.

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India, salva la foresta di Mahan

La Corte Suprema dell'India ha annullato oltre duecento licenze di minerarie a compagnie che estraggono carbone. Tra queste, fa sapere Greenpeace, quasi tutti i titoli rilasciati negli ultimi 17 anni. Il motivo dell’annullamento è un’estesa rete di corruzione che univa le compagnie minerarie e funzionari governativi. Tra i titoli annullati, quello che avrebbe permesso alla compagnia mineraria Essar la distruzione della foresta comunitaria di Mahan.

Indonesia: la multinazionale della carta distrugge ancora

La Asia Pacific Resources International Limited (APRIL), già nota per le sue pratiche distruttive, continua a violare i propri impegni. Dopo esser stata scoperta ad abbattere preziose foreste pluviali in Sumatra e Borneo, ora è stata denunciata di radere al suolo terreni dei villaggi per espandere le proprie piantagioni.

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Legno illegale, finalmente un regolamento. Zoppicante.

E' passato un anno e mezzo prima che il governo italiano si decidesse a pubblicare un regolamento attuativa del Regolamento Europeo del Legno (EUTR), rischiando per un soffio una sanzione europea per inadempienza. Ma il testo, approvato in fretta e furia, fa acqua e non sarebbe sufficiente a scoraggiare le importazioni di legname di origine dubbia.

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Al lupo al lupo! E la forestale denuncia il Sindaco di Verona

"Potete uccidere i lupi", dice ai suoi concittadini il Sindaco di Verona, e la Forestale lo denuncia. "Non si tratta di caccia" ribatte il Sindaco leghista Tosi. E secondo alcuni si tratta infatti di mera propaganda, come la guerra già da tempo dichiarata dalla Lega agli orsi. E chi non ricorda del banchetto a base di carne di orso annunciato dalla lega in Trentino qualche anno fa? Ma il Corpo Forestale dello Stato ha preso sul serio l'ordinanza comunale, e ha presentato al procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia una richiesta di valutazione di legittimità del provvedimento n.41 firmato il 25 settembre dal sindaco scaligero. Scopo di questa mossa è anche prevenire una diffusione incontrollata di ordinanze di caccia al lupo.

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Brasile: sgominata banda del taglio illegale

Una organizzazione criminale coinvolta nella deforestazione illegale su vasta scala, è stata sgominata dalle autorità brasiliani. Il gruppo è responsabile di un danno valutato attorno ai 220 ​​milioni dollari. Sei membri dell'organizzazione, descritta dalle autorità come il "principale devastatore della foresta amazzonica brasiliana," sono stati arrestati dalla polizia nello stato amazzonico del Parà, nell’ambito dell’"Operazione Castagna" (ispirata a un albero protetto considerato simbolo del Rio delle Amazzoni) coordinata dall'Istituto Brasiliano dell'Ambiente e delle Risorse Naturali Rinnovabili (IBAMA), la Polizia Federale, e la procura federale.

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Petrolieri nella nebbia

Mentre tentava di mettere le mani sul più antico parco nazionale africano, la compagnia petrolifera britannica Soco International e i suoi subappaltatori hanno corrotto, finanziato ribelli armati e beneficiato del clima di paura e violenza promosso dalle forze di sicurezza governative.

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Brasile: Guardia ambiental Indigena

Stanchi di subire le invasioni dei taglialegna nei loro territori tradizionali, nell’indifferenza delle istituzioni, gli indigeni amazzonici Ka'apor hanno mandato i loro guerrieri a espellere i ladri di legname. Il fotografo Lunae Parracho ha seguito e documentato la spedizione dei guerrieri Ka'apor durante la loro spedizione nella foresta amazzonica alla ricerca dei taglialegna illegali, nel territorio indigeno dell’Alto Turiacu, nel bacino amazzonico. 

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Trentino, uccisa l'orsa Daniza

Alla fine l'hanno fatta secca. Dopo mesi di ossessivi tentativi di cattura,  l’orsa Daniza è stata uccisa dall'anestetico utilizzato per la cattura.  "Le istituzioni nazionali hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa  situazione" commenta il WWF, chiedendo la diffusione dei risultati dell’autopsia. Secondo l'associazione, non vi era alcun motivo di catturare alla un animale già spossato, e in fase di allevamento di due cuccioli, e braccato da settimane, solo perché si comportata secondo natura.

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Perù: omicidio di leader indigeni dell’Amazzonia

Quattro leader Ashéninka conosciuti per il loro lavoro contro la deforestazione illegale dell’Amazzonia, sono stati uccisi vicino al proprio territorio nel Perù orientale. Gli uomini – Edwin Chota, Jorge Ríos Pérez, Leoncio Quinticima Melendez e Francisco Pinedo – erano partiti dalla loro comunità di Saweto, al confine peruviano, per partecipare a un incontro con altri leader indigeni in Brasile.

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Un manuale globale di riconoscimento degli uccelli

Lynx Edicions e BirdLife International hanno pubblicato l primo catalogo illustrato degli uccelli del pianeta. Il nuovo manuale di classificazione utilizza nuovi criteri che portano a identificare 462 nuove specie che in precedenza erano considerate mere sotto-specie. La nuova classifica identifica ben 4.549 specie di non passeriformi e dimostra come le precedenti classificazioni abbiano i sottovalutato la diversità aviaria a livello di un buon 10 per cento.  Leggi tutto...

Gli scienziati chiamano nuove specie col nome dell'impresa che ne minaccia l'estinzione

Un tempo il sogno degli scienziati era dare il proprio nome a una nova specie appena scoperta. Questa volta però l’onore del nome non è una cosa di cui vantarsi, ma una rischia di divenire una macchia indelebile e un’accusa di crimine ambientale. Un team di scienziati ha infatti individuato una nuova specie di lumaca su una collina calcarea nei pressi di una cava di cemento in Malesia. La piccola lumaca, pare, vive esclusivamente su questa collina.

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Kirghizistan, in pericolo le antiche foreste di noce

Il noce, ormai comune in tutta Europa, viene proprio da lì, dal Kirghizistan. Per decenni questa risorsa naturale ha sostenuto l’economia del paese. Ma dopo il crollo dell'Unione Sovietica, le foreste e la loro ricche alla biodiversità sono sottoposti alla crescente minaccia del sovra-sfruttamento, mentre i pascoli erodono sempre più questi antichi boschi. Ma un progetto di eco-turismo locale spera di cambiare la situazione.

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Segnali di deforestazione in Brasile

Nell’area dell’Amazzonica brasiliana tra gli stati del Para e del Mato Grosso sono stati individuati numerosi incendi, molti de quali dolosi, appiccati al fine di rimuovere la foresta per convertirla in piantagioni. La line a della deforestazione segue un percorso a spina di pesce, muovendosi lungo le grandi strade e sulle loro traverse minori per penetrare la foreste incontaminata. Nello stato brasiliano del Pará, ad esempio, a deforestazione segue l'autostrada nazionale BR 163.

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Nuove specie di primati scoperte in Madagascar

Un team di ricerca malgascio-tedesco ha scoperto una nuova specie di primati nella foresta di Sahafina, nel Madagascar orientale, in una foresta ancora non analizzata dagli scienziati. Il nome della nuova specie è lemure-topo di Gerp (Microcebus gerpi), in onore del team di ricerca malgascio (Groupe d'Étude et de Recherche sur les Primates de Madagascar). Diversi ricercatori di Gerp hanno visitato la Foresta Sahafina nel 2008 e nel 2009 elaborando un inventario dei lemuri locali.

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WWF: un paese anche per gli orsi

Una vera rivoluzione nei sistemi di gestione della politica del danno. E' quanto il WWF richiede affinché l’Italia possa dirsi un paese anche per gli orsi, animali di elevatissimo valore per la biodiversità europea.   Il WWF rilancia così la ricetta ‘salva-orso’ rispondendo alle richieste provenienti da diverse aree del territorio di abbattimenti, catture, rimozioni di orsi che si avvicinano troppo e assalgono il bestiame.

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Foreste primarie a rischio?

Un nuovo studio condotto da un team internazionale di scienziati ha avvertito che solo il cinque per cento della copertura forestale primaria mondiale è posta sotto protezioen. Lo studio, pubblicato sulla rivista Conservation Letters, sottolinea lo stato precario delle foreste primarie, e l'importanza di una efficace protezione di queste aree.

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WWF: No alla cattura dell'orsa Daniza

Il comportamento dell'orsa va inquadrato nel suo significato biologico e i provvedimenti vanno concordati a livello nazionale e sovranazionale. Questa la posizione del WWF sul caso dell'orsa che ha aggredito un cercatore di funghi in Trentino. Il Presidente del WWF Italia Donatella Bianchi fa' gli auguri di pronta guarigione al signor Daniele Maturi, ma si dichiara indignata e chiede che le amministrazioni competenti operino con la massima scientificità e rigore, rinunciando a soluzioni di comodo, sbrigative e demagogiche, valutando con serenità e calma tutti gli elementi, umani animali e ambientali.

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Legno illegale, la Commissione Europea boccia l’Italia

Non combatte il commercio di legno illegale: così il nostro Paese è stato bocciato dalla Commissione europea per la mancata implementazione del Regolamento Europeo del Legno (EUTR). A più di un anno dall'entrata in vigore dell'EUTR, e quattro dall'adozione, l'Italia resta inadempiente, tanto che non ha neppure previsto sanzioni previste per le violazioni della legge.  Senza controlli né sanzioni, il nostro paese si configura sempre più come porto di accesso al mercato europeo per il legno di origine dubbia.

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Foreste europee: il cambiamento climatico è già qui

Gli impatti del cambiamento climatico sulle foreste europee non sono materia di previsioni per gli anni a venire: sono una tragica realtà ormai presente. Uno studo dell'Istituto forestale europeo mostra come questi impatti sono significativamente aumentati nelle foreste europee: i danni da vento, scolitidi (parassiti del legno), e incendi boschivi e erosione da vento hanno continuato ad crescere nel primo decennio del ventunesimo secolo.

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Biomasse, perfino peggio del carbone

La produzione di elettricità da biomasse provenienti dal Nord America rischia di emettere più carbonio della generazione elettrica a carbone. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato dal Dipartimento di Energia e cambiamenti climatici (DECC) del Regno Unito.  Secondo il rapporto, quando i boschi vengono abbattuti ad una velocità maggiore del tempo di rigenerazione naturale, l’energia elettrica prodotta è compresa tra 1.270 a 3.988 kg CO2 equivalenti per megawatt, ossia più di quella del carbone.

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Il tabacco brucia foreste dello Zimbabwe

Secondo la Commissione forestale dello Zimbabwe, un quinto dei 330.000 ettari di foresta naturale ha perduti ogni anno dal paese, è stato abbattuto per procacciare legna da ardere per la lavorazione del tabacco.  Il tasso di deforestazione è stato particolarmente elevato al culmine della riforma agraria, che ha avuto inizio nel 2000. Nell'ambito del programma di governo ha acquisito 11 milioni di ettari di terreni agricoli di proprietà dei latifondisti bianchi per ridistribuirlo su larga scala. 

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Paraguay: restituita la terra agli indigeni Enxet

Il Presidente paraguaiano Horacio Cartes ha firmato uno storico progetto di legge per l’espropriazione di 14.400 ettari di terra a favore di un gruppo di Enxet del Paraguay settentrionale. La comunità enxet di Sawhoyamaxa ha vissuto per vent’anni in misere condizioni lungo i bordi di una superstrada dopo che il loro territorio era stato comprato dall’allevatore tedesco Heribert Roedel, proprietario della Liebig.

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Richiami vivi, voto illegale

Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini che in queste settimane hanno sottoscritto le petizioni e testimoniato la loro indignazione verso Governo.

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Le foreste del Mozambico se ne vanno in Cina

La domanda cinese di legname è il fattore trainante della deforestazione illegale in Mozambico. Secondo il rapporto “First Class Crisis”, pubblicato dall'Environmental Investigation Agency (EIA) dopo lunge investigazioni sul campo, il 93 per cento del legname prelevato nel paese nel 2013 era di origine illegale.

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Richiami illegali

In Italia ogni anno decine di migliaia di uccelli migratori vengono mutilati, accecati e segregati in micro-celle legalmente per farne esche vive per la caccia. “La cattura dei piccoli uccelli è vietata dalla direttiva Comunitaria, ma che l’Italia ha continuato a catturare oltre 1 milione di merli, allodole, tordi” spiega Mamone Capria, di Lipu-BirdLife.

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Lombardia: il Consiglio Regionale vota la legge ammazza-foreste

È iniziato presso il Consiglio Regionale della Lombardia l’esame sul progetto di legge su foreste ed agricoltura, ribattezzato da un vasto movimento che va dal CAI a Legambiente la legge “ammazzaforeste”. Essa prevederà, se approvata, la modifica della precedente legge forestale regionale, dando di fatto la possibilità ai sindaci di autorizzare disboscamenti e manifestazioni con mezzi motorizzati su sentieri e mulattiere.

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Perù, alla polizia licenza di uccidere

Sono passati cinque anni da quando nel nord del Perù è stata repressa in maniera violenta una protesta pacifica degli indigeni Awajùn e Wampis contro alcune leggi che avrebbero facilitato lo sfruttamento delle risorse naturali nei loro territori da parte delle compagnie estrattive. Leggi che rispondevano alle disposizioni introdotte dall'accordo di libero commercio tra Stati Uniti e il Paese andino.

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Il palissandro rubato del Myammar

La fame di legni pregiati dell’industria del mobile cinese sta portando il palissandro del Myanmar verso l'estinzione. Il boom del multi-miliardario settore cinese del mobile, si rifornisce di palissandro illegale per fornire alla ricca élite del paese moblii di lusso in stile Ming e Qing (assieme noti come 'hongmu’).

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Indonesia batte Brasile 2 a 1

L’Indonesia batte il Brasile nel campionato della deforestazione. Secondo un nuovvo studio, l’Indonesia ha perso 840.000 ettari di foresta nel 2012 rispetto ai 460.000 ettari perduti in Brasile. Secondo un alto funzionario incaricato della gestioni dei dati sulla deforestazione, l’Indonesia avrebbe riportato dati sulla deforestazione molto più bassi rispetto all’entità reale del fenomeno.

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Turchia: in fumo 125 ettari di bosco mediterraneo

Un enorme incendio appiccato il 28 nei pressi di Adrasan Bay, nella provincia meridionale del distretto Kumluca di Antalya, in Turchia, ha completamente distrutto 125 ettari di foreste. La Adrasan Bay è rinomata per le sue spiagge, e le fiamme hanno colpito anche l’area turistica, distruggendo quattro alberghi, un ristorante e un negozio. 

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L'Unesco rifiuta il tentativo Australiano di cancellare le foreste protette

Il Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco ha respinto la richiesta del governo liberale di Tony Abbott di togliere il prestigioso status di "patrimonio dell'umanità"alle foreste della Tasmania. La riunione del comitato tenuti a Doha ha impiagato appena solo sette minuti per esaminare e bocciare la proposta.

Nessun paese membro si è espresso in favore dell'offerta di depennare dall'elenco 74,00 ettari di foresta, proposta che secondo l'Unesco indebolirebbe la Tasmanian Wilderness Mondiale Heritage Area.

La Colombia e la Germania hanno sostenuto il rifiuto della proposta, e il delegato del Portogallo ha insistito sul rischio dei un indebolimento dello stesso sistema del Patrimonio Mondiale. "Le giustificazioni presentate alla riduzione sono a dir poco deboli", ha detto il delegato portoghese. "Accettare questa de-listing oggi significherebbe stabilire un precedente inaccettabile anche per il circostanze simili in futuro.

"Se questa commissione si preoccupa per la conservazione secondo l'impegno responsabile di Stati parti della convenzione al momento della presentazione delle candidature, non possiamo accettare queste richieste di de-list".

Ambientalista Jubilant Bob Brown ha twittato che la commissione ha respinto un'offerta governo "imbarazzante".

"Umiliazione diplomatica globale per l'(senior Tasmanian Liberal Eric) Abetz, e (il primo ministro Tony) Abbott."

"Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha saputo distinguere tra  le tesi ingannevoli del governo australiano, e la scienza di alta qualità e professionalità degli organi consultivi. La decisione presa oggi qui a Doha è rivincita degli australiani, e della gente  di tutto il mondo che ama le foreste della Tasmania e vuole vederle tutelate",

La proposta di depennare ampie fasce di foresta, una delle poche nella storia UNESCO, è frutto di una promessa elettorale di Toni Abbott per conquistare l'appoggio dell'industria del legno. La proposta tra l'altro minava uno dei punti essenziali dell'accordo firmato dalle associazioni ambientaliste con i gruppi industriali per porre fine a decennale conflitto nelle foresta della Tasmania, mediato dall'ex ministro del Lavoro dell'Ambiente Tony Burke.

Dopo la frana liberale vince in tre dei cinque seggi della Tasmania nelle elezioni, il governo ha chiesto un mandato forte per avvolgere di nuovo l'elenco. Il governo sosteneva che i 74.000 ettari che il governo chiedeva di depennare, erano stati già disboscati, mentre lo stesso Dipartimento Federale dell'Ambiente l'ha smentito, affermando che appena ail 4 per cento dell'area era stata disturbata.

 

Pennsylvania: le foreste ai trivellatorori di gas?

Centinaia di manifestanti si sono riuniti questa settimana chiedendo al governatore Tom Corbett di imporre una tassa ai trivellatori per aumentare le entrate, invece di cedergli le foreste e i parchi naturali per espandere l’estrazione di gas naturale.

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Le associazioni ambientaliste di tutto il mondo lanciano la Visione globale dell’industria cartaria

La carta viene ancora prodotta distruggendo preziosi ecosistemi, eppure potrebbe essere un prodotto ecologico e pienamente sostenibile. Come? Lo spiegano le associazioni ambientaliste di tutto il mondo, con la Visione Globale sulla Carta, un documento sottoscritto da oltre 120 gruppi, tra cui gli italiani WWF, Greenpeace, Terra!, Legambiente e Amici della Terra.

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Biomasse della discordia

Gli scienziati avvertono: non ci sono abbastanza foreste per soddisfare la crescente domanda di bioenergia. Innanzitutto sono necessarie regole imprescindibili per il prelievo dell legno, per esempio il divieto di rimuovere idi residui e i ceppi degli alberi abbattuti, soprattutto nei terreni poveri. Ma queste regole a loro volta ridurranno del 30 per cento il volume potenziale della biomassa disponibile in Europa. E’ quanto emerge da uno studio dell’Accor, l'Istituto Internazionale per l'Analisi Sostenibilità e le Strategie (International Institute for Sustainability Analysis and Strategy).

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Brasile: gli Indios dimenticati dietro la Coppa del Mondo

Centinaia di Indios brasiliani protestano contro la Coppa del Mondo, marciando per le strade di Brasília e nei dintorni di Mané Garrincha, lo stadio di calcio della capitale, chiedendo la protezione delle loro terre. Ma sulla strada hanno incontrato la polizia che, in assetto antisommossa, non si è mostrata tollerante, come morta il video pubblicato da New York Times.

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Come cambiano le foreste americane

La presenza dell’uomo ha profondamente alterato le condizioni delle foreste nel nord degli Stati Uniti settentrionali. é quanto sostiene uno studio pubblicato dalla rivista journal Forest Science ed è parte del progetto Northern Forest Futures,
il rapporto descrive i principali fattori antropici che alterano radicalmente le condizioni delle foreste e della gestione nel nord degli Stati Uniti, e prevede gli impatti nei prossimi 50 anni nella regione che si estende su venti stati, dal Maine al Minnesota e dal Missouri a Maryland.

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Canada, proteste contro la deforestazione

Una grande folla si è radunata di fronte alla sede del Consiglio del New Brunswick, a Fredericton, per protestare contro i piani del governo di cedere ampie parti di foreste alle compagnie del legno da abbattere a raso. Le compagnie vedrebbero aumentare il prelievo di tronchi di 660.000 metri cubi l’anno, con un incremento del venti per cento.

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Grandi alberi, colonne del cielo (e della terra)

Uno studio pubblicato su Global Ecology and Biogeography spiega come i grandi alberi, quelli dal diametro del fusto superiore ai 70 centimetri, sono una mano santa per il clima, dato che immagazzinano una grande quantità di biomassa, soprattutto nelle aree tropicali. Ma attenzione, avvertono i ricercatori, questi alberi sono anche molto vulnerabili al cambiamento climatico, e quindi c’è il rischio che la loro morte, restituisca all’atmosfera la biomassa preservata, scatenando un circuito vizioso.

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Thailandia, operazione contro il taglio illegale

Secondo il Bangkok Post, capo di stato maggiore dell'esercito Prayuth Chan-ocha avrebbe ordinato a tutte le unità militari di lanciare una massiccia operazione di repressione del taglio illegale, dopo che due grandi foreste sono state massicciamente abbattute da bande di taglialegna illegali. L'ordine è stato emesso nel corso di una seduta del Comando delle operazioni di sicurezza interna (ISOC), sulla “pesante de”forestazione” nella riserva forestale di Salawin, nella provincia di Mae Hong Son, un importante bacino idrico della foresta Nan.

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Le Foreste del Pianeta in fiamme

Le foreste del pianeta sono in fiamme. questo è quanto emerge dalle ultime immagini pubblicate dalla NASA.
Il colore varia dal rosso dove la presenza di fuochi p più bassa, al giallo dove e il numero di incendi è più alto. Ogni punto della mappa mostra un hotspot rilevato nei primi dieci giorni di maggio dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer ( MODIS ) a bordo dei satelliti Terra e Aqua . Gli incendi sono più intensi al confine dei più grandi foreste, come l’Amazzonia, il Congo e la Siberia, e dove le foreste sono già frammentate e gli insediamenti umani sono più densi.

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Australia: alberi di cinquecento anni in trucioli

Una associazione ambientalista australiana ha testato al radiocarbonio il legno di un eucalipto abbattuto per produrre carta, e il risultato è stato che l’albero aveva almeno cinquecento anni di età. Dal 1989 gli attivisti del Environment East Gippsland, nella provincia australiana di Victoria si battono per salvare le foreste millenarie delle Brown Mountain. Di fronte a un’altro pezzo di foresta dato alle compagnie del legno, gli ambientalisti hanno deciso di inviare un campione di legno all'Università di Waikato in Nuova Zelanda affinchè datasse l’età dell’albero con la tecnologia del radiocarbonio.

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British Columbia: le foreste a chi le abbatte?

Una sentenza della Corte Suprema dimostra che la Columbia Britannica (Canada) non garantisce affatto la protezione delle foreste millenarie di abeti di Douglas. La causa, intentata dalla Western Canada Wilderness Committee and dal ForestEthics Solutions Society, si è conclusa con una sentenza in base alla quale il governo non è affatto obbligato dalla legge a proteggere le residue (e minacciate) foreste millenarie. "La corte ha confermato quello che gli ambientalisti hanno sostenuto per anni , che la legge forestale non protegge le specie a rischio", ha dichiarato Torrance Coste, attivisti adel Wilderness Committee dell’Isola di Vancouver.

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Indonesia: la cartiera abbatte le foreste dell’incenso

L’incenso viene dalla resina di un albero di benzoino (Boswellia spp), è la fonte principale di sostentamento per le comunità della zona. Da oltre 300 anni, ogni lunedì gli uomini dei villaggi di Sipituhuta e Pandumaan vanno nella foresta e incidono la corteccia degli alberi. Portano con sé cibo, acqua e l’essenziale per pernottare nella foresta, prima di tornare a casa per il fine settimana. Nel 2009, la PT Toba Pulp Lestari (PTL) ha annunciato l’espansione delle sue operazioni di cellulosa e carta in Porsea, nei pressi del lago Toba a Sumatra. passando da 165.000 tonnellate annue a 300.000 tonnellate annue. Da allora sono iniziati aspri conflitti con le comunità forestali.

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Siberia: foreste in fiamme

Quarantotto incendi boschivi, su di un'area di 120.300 ettari della foresta siberiana, di cui 118.700 ettari in Transbaikal, secondo quanto riportato dalle autorità del Distretto Federale Siberiano. Gli incendi stanno devastando le foreste delle repubbliche di Buriazia, Tuva e Khakassia, oltre che le provincie di Krasnoyarsk, Irkutsk , Omsk e Tomsk.

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