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  • Indonesia: torna il diritto alla Terra!

    Con una sentenza storica, Corte Costituzionale indonesiana ha invalidato la pretesa del governo indonesiano di controllare le foreste demaniali ai danni dei proprietari tradizionali. La sentenza da ora potenzialmente il diritto ai popoli indigeni e alle comunità locali di gestire le proprie foreste tradizionali. Analizzando la legge forestale del 1999, la Corte Costituzionale ha sentenziato che le foreste di proprietà consuetudinaria non possano esser considerate "aree forestali dello Stato". Si tratta di una sentenza storica, in quanto fino ad oggi il governo si è ritenuto in diritto di assegnare concessivi di taglio o di conversione in piantagioni a imprese nazionali e multinazionali, senza curarsi del fatto che quei territori erano già abitati da popoli tradizionali. Foreste di uso comunitario, piccole piantagioni e campi venivano indiscriminatamente abbattuti dai bulldozer delle imprese, generando conflitti anche violenti con le comunità locali defraudate dei loro terreni.

     
  • Amazonia: la deforestazione non perdona

    Non ci saranno vincitori: l'espansione dell'agricoltura ai danni della foresta amazzonica, non è in grado di creare sviluppo duraturo. La deforestazione porta con sé cambiamenti del clima che prima o poi distruggeranno pascoli e piantagioni. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters della IOP Publishing. I ricercatori hanno utilizzato simulazioni per valutare la resa agricola nel bacino del Rio delle Amazzoni in base a due differenti scenari di utilizzo del territorio: il primo scenario è quello ora attuale: l'abbattimento di aree sempre più vaste di foresta per creare pascoli e piantagioni. Il secondo scenario prevede la creazione di ampie aree protette e una maggiore implementazione della legge.

     
  • E la palma da olio di mangia le Filippine

    Le piantagioni di palma da olio si oso espanse su 50.000 ettari. A cui se ne aggiungono altri 40.000 ettari nelle isole di Mindanao e Palawan, già destinati all'espansione delle piantagioni. Il pretesto è sempre quello: combattere la povertà e, ridurre le importazioni. Ma i risultati sono opposti. I funzionari governativi hanno dichiarato che la terra destinata a piantagioni è "inutilizzata" e "improduttiva", ma hanno omesso di menzionare che invece queste terre appartengono a piccoli agricoltori e a popoli indigeni che coltivano riso e legumi, raccolgo frutta selvatica, piante medicinali e materiale da costruzione.

     
  • E la palma da olio di mangia le Filippine

    Le piantagioni di palma da olio si oso espanse su 50.000 ettari. A cui se ne aggiungono altri 40.000 ettari nelle isole di Mindanao e Palawan, già destinati all'espansione delle piantagioni. Il pretesto è sempre quello: combattere la povertà e, ridurre le importazioni. Ma i risultati sono opposti. I funzionari governativi hanno dichiarato che la terra destinata a piantagioni è "inutilizzata" e "improduttiva", ma hanno omesso di menzionare che invece queste terre appartengono a piccoli agricoltori e a popoli indigeni che coltivano riso e legumi, raccolgo frutta selvatica, piante medicinali e materiale da costruzione.

     
  • Combatti la fame: proteggi le foreste

    Secondo le Nazioni Unite, la popolazione mondiale passerà da 7 miliardi a oltre 9 miliardi entro il 2050. Fino ad oggi la produzione alimentare è stata assicurata, soprattutto ai tropici, espandendo le aree coltivate, a spese di habitat naturali, come le foreste. Ma un ulteriore aumento della deforestazione rischia oggi di ottenere l'effetto opposto: generare fame e minacce alla salute. Gli scienziati riunitisi a Roma per la Conferenza internazionale sulle foreste per la sicurezza alimentare e la nutrizione organizzato dalla FAO, avvertono che una ulteriore deforestazione non farà che peggiorare il problema, impattando pesantemente sulle popolazioni la cui sopravvivenza è basata sulle foreste. E non si tratta di poche decine di migliaia, ma di ben un miliardo di persone. 

     

 




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