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Giornata della Terra: le foreste pluviali nell’obiettivo

La più minacciata è la foresta amazzonica, seguita dalle foreste pluviali del Congo, del Madagascar, e perfino delle Filippine. Ma ci sono altri preziosi ecosistemi forestali a rischio, come le foreste mesoamericane del Messico, le foreste asciutte del Sud America, la foresta atlantica asciutta del Brasile. Il National Geographic ha deciso di celebrare la Giornata internazionale della Terra, presentando una raccolta delle più belle immagini dalle foreste più minacciate del pianeta.

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Russia, ambientalismo proibito

Condannato a tre anni in una prigione russa per una scritta con lo spray su un recinto ? Sembra incredibile, non è vero? Ma l'incredibile accade a molti attivisti in tutta la Russia e uno in particolare: Evgeny Vitishko . Evgeny, un attivista ambientalista del gruppo Rights Watch per il Caucaso del Nord (EWNC) e ora sta iniziando a rassegnarsi a dover passare tre anni dietro le sbarre.

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Quando i cattivi sono gli alberi

Gli scienziati dell'Università di Liverpool avvertono con una nuova ricerca che praterie tropicali - un ecosistema essenziale nell’equilibrio ecologico del pianeta , sono seriamente minacciate. Tra i loro nemici, gli alberi di piantagione. Secondo la ricerca, pubblicata nel Trends in Ecology and Evolution, le praterie sono a torto classificate come sistemi erbacei, e quindi di scarso valore ambientale. In realtà talvolta si tratta di ecosistemi antichi, con piante vecchie diversi decenni, che sostengono circa un quinto della popolazione mondiale e giocano di fondamentale importanza ai cicli del carbonio e dell'energia globale.

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Ciambelline infernali

Il Donut, quella ciambellina dolce e zuccherosa che rimanda a un modo fatato degno della casetta di Hansel e Gretel (dove però il Donut non c’era, perché è stato inventato ben più tardi). All’improvviso si è trasformato in un mostro. E stavolta non nono le urla di medici e dietologi salutisti, è che le soffici rotelle di pasta lievitata si sono trasformate nei cingoli metallici delle ruspe che squarciano la foresta pluviale. Le dolci ciambelline infatti, sono inzuppate di olio di palma.

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All’Estonia non piacciono le foreste millenarie

Al fine di rinnovare le foreste mature, l’agenzia forestale estone (Riigimetsa Majandamise Keskus - RMK) si appresta ad attirare il “rinnovo”, che consiste nell’abbattimento e la piantumazione di alberi su quasi 8.700 ettari - con una interruzione di due mesi da aprile, per non impedire la riproduzione di uccelli e del resto della fauna.

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Il taglio illegale resta un problema enorme

La deforestazione illegale continua a imperversare nelle foreste di Africa e Asia. Secondo un nuovo studio condotto dal think-tank britannico Chatham House in sei paesi, malgrado alcuni segnali di progresso il problema è lungi dall’essere risolto. Lo studio insiste in sei rapporti su altrettanti paesi: Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo (Brazzaville), Papua Nuova Guinea , India, Corea del Sud e Thailandia, e rivela come il taglio illegale e la corruzione ancora dominano nel settore forestale.

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Abbigliamento senza deforestazione

Due dei principali marchi di abbigliamento si sono impegnati a eliminare le foreste primarie e ogni altro tipo di foresta minacciata dalla materia prima dei loro abiti. Che c’entrano le foreste con l’abbigliamento? E’ semplice: le fodere sono fatte di viscosa o rayon che si producono con un tipo particolare di cellulosa (molto simile a quella con cui si produce la carta) che viene dal legno. E questo legno viene spesso dalla distruzione di foreste primarie come quelle dell’Indonesia o del Canada.

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Turchia: via la foresta per una centrale nucleare

Boschi e foreste della Turchia sono insidiati dal “consumo di territorio” ossia prevalentemente dall’avanzata urbanistica. L’ultimo caso è quello della costrizione di una centrale termonucleare nel mezzo del parco nazionale di Longoz. L’impianto è previsto nei pressi di İğneada , una città nel distretto di Demirkö, nella provincia di Kırklareli.

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Il buco nero del Myammar

Sei miliardi di dollari sono scomparsi ib corruzione, secondo un rapporto pubblicato dalla Environmental Investigation Agency (EIA). Dati Corruzione: Esporre la reale portata del disboscamento in Myanmar, scrutare le cifre ufficiali sul raccolto di registro e le esportazioni di legname negli ultimi 15 anni. Silvicoltura e commercio punti dati del Myanmar Governo ad un disboscamento illegale multi-miliardi di dollari e le esportazioni buco nero - che indicano la criminalità diffusa e la corruzione ufficiale. I numeri infatti sono forniti dal Ministero della protezione dell’ambientale delle forestale , sono stati pubblicati dal gruppo Eleven media del Myanmar all'inizio di questo mese.

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Bufale australiane

Il primo ministro australiano Tony Abbott, con una mossa inedita, ha richiesto alle Nazioni Unite di togliere 74.000 ettari di foresta nella dallo status di Patromonio dell’Umanità accordato appena lo scorso anno. La protezione di queste forese era parte dell'accordo foreste tra ambientalisti e industria del legno della Tasmania. “Si tratta di foreste che sono state già abbattute, o sono degradate, e in alcuni casi si tratta di piantagioni con finalità produttiva", ha detto Abbott. E così la rete ABC ha inviato la sua unità investigativa sul posto, per verificare le dichiarazioni di Abbott. E cosa ha trovato? Foreste incontaminate, di cui solo una piccola parte è degradata o è stata tagliata in passato. La piantagione di pini, quella sì, esiste, ma non arriva alle dimensioni di un campo da tennis! 

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Le foreste pietrificate di Chernobyl

A Chernobyl il tempo sembra si sia fermato. A trent’anni dal disastro nucleare i boschi attorno alla centrale sono un ecosistema impazzito. Gli alberi morti non si decompongono, quelli ancora vivi crescono lentamente, gli uccelli hanno il cervello più piccolo, insetti e ragni sono più rari, mentre la contaminazione continua a espandersi man mano che la selvaggina si muove, come hanno dimostrato i cinghiali contaminati rinvenuti in Germania. Il tempo sembra cristallizzatosi anche per la scomparsa di batteri e funghi che guidano la decomposizione della materia organica, facilitandone il riciclo.

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La FAO lancia la Giornata Internazionale delle Foreste pubblicando nuovi dati satellitari sullo stato delle foreste

In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, la FAO ha pubblicato nuovi dati che confermano la progressiva perdita di foreste a livello globale, con i più alti tassi di deforestazione in Sud America e Africa.
Secondo i dati più aggiornati, tra il 1990 e il 2010 la copertura forestale è diminuita di circa 5,3 milioni di ettari l’anno, un’area grande quattro volte l'Italia.

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Deforestazione in Arabia Saudita?

Pare proprio di sì, perfino l’Arabia Saudita perde i suoi boschi. Perché il paese non ha solo deserti, ma gli alberi coprono un modesto ma importante 1,3 per cento della superficie del paese. Ma anche questi piccoli boschi sono in crisi. Secondo Mirza Baig , professore canadese del Dipartimento delle Politiche Agricole Ampliamento e Società Rurale della King Saud University, queste foreste rischiano ora di scomparire a causa dell’esaurimento delle falde acquifere.

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Giamaica: no forest no cry?

Ogni anno la Giamaica perde 350 ettari di copertura forestale, una immensità, paragonata alle piccole dimensioni dell’isola e alle ridotta superficie forestale residua. Secondo il capo del Dipartimento Forestale Marilyn Headley, continuano gli abbattimenti di alberi er fare spazio a nuove costruzioni. “Sempre più terreni vengono costruiti, non si tratta più di conversione agricola, ma di nuoce abitazioni. Ora anche i terreni agricoli, otre ai boschi, sempre più sono trasformati in canteri edili”.

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Indonesia: zucchero indigesto nelle isole Aru

Una piantagione di canna da zucchero minaccia di dimezzare le foreste pluviali delle isole Aru: 480.000 ettari sui 730.000 di foresta naturale delle isole, situate a sud della Nuova Guinea. Nel 2010 il reggente delle Aru ha rilasciato licenze e permessi per 480.000 ettari di piantagioni a 28 imprese, tutte controllate dal PT. Menara Group. Ma secondo Global Forest Watch Indonesia, le concessioni sarebbero state rilasciate in violazione alla legge, in quanto prive della prevista valutazione di impatto ambientale.

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Commercio legno illegale: Italia ancora fanalino di coda per applicazione del Regolamento Europeo

A un anno dall’entrata in vigore dell’importante Regolamento Europeo del Legname, le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Terra! e WWF denunciano la mancata applicazione in Italia della normativa europea promossa per fermare il commercio di legno illegale nei 28 paesi dell’Unione Europea. Da marzo 2013 l’Unione Europea vieta, con una puntuale normativa, le importazioni di legname e suoi prodotti da qualsiasi Paese del mondo se proveniente dal taglio illegale e chiede agli operatori e alle autorità nazionali di verificare e, rispettivamente, punire chi commercia legname di origine controversa.

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Liberia: fermati i nuovi colonizzatori dell'olio di palma

L'associazione liberiana Save My Future Foundation (SAMFU) ha festeggiato l’impegno del Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf a fermare espansione dalla compagnia del produttore britannico di olio di palma Equatorial Palm Oil ( EPO) ai danni delle terre del Clanrra Jogbahn. La EPO è accusata dalle comunità di accaparrarsi i loro territori senza il consenso delle popolazioni interessate.

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Indonesia : indigeno ucciso dalla polizia presso concessione di palma da olio.

Secondo quanto riporta Mongabay, un membro della comunità indigena Suku Anak Dalam è stato ucciso e altri cinque stati feriti in seguito a uno scontro con le forze di sicurezza presso una concessione di palma da olio di palma controllata dalla PT Asiatic Persada a Sumatra. L'incidente è avvenuto Mercoledì sera a Bungku, nella provincia indonesiana di Jambi.

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Canada: gli indiani e i taglialegna

Un gruppo di giovani del popolo Grassy Narrows ha annunciato che si opporrà con azioni dirette alle operazioni di taglio nella foresta di Whiskey Jack, previste per il prossimo aprile. Ogni operazione di abbattimento di alberi all’interno delle forest tradizionali della First Nation Grassy Narrows sarà boicottata. First Nation è il nome che gli “indiani” hanno dato a sé stessi, indicando di essere le prime nazioni dell’America settentrionale, prima dell’arrivo degli europei. I Grassy Narrows (il nome originale sarebbe Asubpeeschoseewagong) sono un popolo che abita nell'Ontario, in Canada.

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Troppe foreste per la Tasmania?

E’ così che il primo ministro conservatore della Tasmania Tony Abbott ha definito le aree protette dell’isola. “Non accetteremo ulteriori aree protette, come governo e come coalizione. Non ne accetteremo più” ha dichiarato il premier della Tasmania. “Abbiamo abbastanza parchi nazionali, abbiamo protetto abbastanza foreste, anzi, a dire il vero, ne abbiamo protette troppe”.

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WildLeaks

Non è la versione selvaggia di Wikileaks, ma una piattaforma per denunciare il crimine ambientale. Creato e finanziato dalla Elephant Action League ( EAL ) , WildLeaks è gestito da un tema di avvocati ambientali, giornalisti, specialisti di sicurezza ed ex funzionari di polizia. La piattaforma permette di inserire denunce del crimine ambientale nelle foreste e ai danni della fauna selvatica.  

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Banchieri di gomma

Un gruppo di comunità locali della provincia di Ratanakiri, in Cambogia, ha presentato ricorso presso il braccio privato della Banca mondiale, la Società finanziaria internazionale ( IFC), affinché ritiri il suo appoggio al barone vietnamita della gomma Hoang Anh Gia Lai (HAGL). L’associazione britannica Global Witness ha documentato con un rapporto come la HAGL stia devastando campi e foreste tradizionali per espandere le proprie piantagioni di gomma in Cambogia e Laos, in un clima di intimidazioni e di violazioni dei diritti umani.

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Mozambico: illegali due tronchi su tre

Un recente studio sul taglio illegale in Mozambico, curato dall'Università di Eduardo Mondlane ( UEM ) di Maputo - rivela che almeno due terzi di tutto il taglio nel paese è effettuato senza licenze, mentre il prelievo illegale è aumentato dell’88 per cento tra il 2007 e il 2012. Il rapporto, suggerisce come a fronte di licenze per il prelievo di circa 300.000 metri cubi rilasciate nel 2012, nello stesso anno il presiedo effettivo è stato di quasi 900.000 metri cubi. Gran parte del legname illegale viene utilizzato nelle città del Mozambico, anche se sostanziosi volumi di legname sono stati tracciati prendere la via del mercato internazionale.

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La deforestazione in diretta

Global Forest Watch lancia un nuovo strumento online per monitorare la deforestazione globale in “quasi in tempo reale”. La mappa mostra utilizza le informazioni provenienti da milioni di immagini satellitari, sovrapposte e verificate da numerai attivisti sul campo, fornendo un quadro aggiornato sullo stato delle foreste del mondo, e sulla alloro scomparsa.

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Land grabbing: cambiamo gioco!

Sembra un gioco ma non lo è. E' invece una provocazione lanciata da Herry Purnomo, uno scienziato del Centro per la Ricerca Forestale Internazionale ( CIFOR ), per aiutare a comprendere e gestire i problemi legati all'uso del territorio e dell'economia. The Landscape Game (il gioco del paesaggio) è una specie di Monopoli. Ma in Monopoli con l'obiettivo è quello di acquisire quanta più terreni è possibile e costruirvi alberghi, impoverire gli avversari con gli affitti di rapina e costringerli a cedere terreni: praticamene, un gioco al massacro. Obiettivo del gioco del paesaggio è un altro: rendersi conto che col gioco al massacro non vince nesso, perché in un ambiente devastato nessuno può prosperare.

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Slovenia, gelate le foreste

L’ondata di gelo che ha colpito la Slovenia ha causato danni alle foreste del paese per quasi duecento milioni di dollari. Il gelo ha danneggiato circa mezzo milione di ettari di foreste, 660 dei quali sono completamente distrutti. “Nessun ente è predisposto a fronteggiare un'emergenza simile”, ha ancora dichiarato Damjan Orazem, dirigente dell'Ente per le foreste in Slovenia, che ha poi chiarito: “Stiamo preparando un piano di risanamento. Speriamo sia pronto al più presto, ma non sarà possibile averlo subito”.

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La dolce vittoria delle Guide ribelli

Vi ricordate quando due guide (all’epoca) sedicenni del Michigan avevano avviato una campagna tra gli scaduto statunitensi per salvare le foreste dell’Indonesia? Infatti le “Girls Scout” raccolgono fondi cose vendono biscotti. Rhiannon Tomtishen e Madison Vorva, hanno scoperto che nei biscotti c’era l’olio di palma, e che quelle piantagioni stavano portanti dalla distruzione dell’habitat dell’organo, e così si sono rifiutate di vendere i biscotti e hanno iniziato a chiedere alla loro associazione di non vendere più i biscotti incriminati. Alla fine l’hanno spuntata. La Kellogg, che produce i biscotti per le Girl Scout, si è finalmente impegnata a usare olio di palma di origine sostenibile, con criteri che vanno ben oltre il discusso schema di certificazione del Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO).

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Lo zucchero amaro dell'Amazzonia

Con la deforestazione in aumento dopo anni di declino , perché stanno senatori brasiliani cercando di rendere più facile distruggere l'Amazzonia per crescere canna da zucchero?  Era dal 2009 che il governo brasiliano aveva vietato la coltivazione della canna da zucchero in Amazzonia. Ma la commissione del Senato per la scienza e l’innovazione ha approvato un nuovo regolamento con lo scopo di estendere le piantagioni di canna da zucchero al boma amazzonico. Un segno evidente del crescente peso della potente lobby agraria brasiliana, ma anche un grosso punto interrogativo sul futuro dell’Amazzonia.

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I Kleenex proteggeranno le foreste?

La Kimberly-Clark, produttore dei noti Kleenex, ha presentato uno studio sul lifecycle di tutte le materie prime (usate e potenziali) impiegate per i propri prodotti. Lo studio è stato salutato dall’associazione ambientalista Canopy come “all’avanguardia”. Canopy non rilascia tanto facilmente simili apprezzamenti, ma secondo il gruppo canadese, lo studio, elaborato dal Georgia Institute of Technology, è la prima completa analisi del genere portata a termine su larga scala.

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Niente pensione per l'olio di palma

Il fondo pensionistico norvegese Storebrand ha deciso di terminare ogni investimento in aziende produttrici di olio di palma, in quanto queste ultime violano i suoi standard di sostenibilità ambientale. “La creazione di piantagioni di palma da olio è il motore principale della deforestazione nei paesi tropicali" spiega Christine Meisingset, della Storebrand. “Per questo preferiamo investire in imprese con un approccio più sostenibile”.

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Brasile, l’esercito nella foresta per proteggere le terre indigene

L’esercito brasiliano ha avviato una serie di raid nelle foreste ancestrali del popolo indigeno Awá, ma questa volta non è arrivato per occupare le loro terre, ma per scacciarne i coloni abusivi, applicando l’ordinanza del giudice Carlos Madeira. Si tratta di una operazione su larga scala, che coinvolge diversi ministeri, il FUNAI, l'esercito, la polizia federale e l'ufficio presidenziale.

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L’olio di palma si espande in Africa tra aggressioni e intimidazioni

L’espansione delle piantagioni di olio di palma in Africa inizia a mietere le sue prime vittime. Tra esse l’attivista ambientalista Nasako Besingi, dell’associazione Future Environment ( SEFE ), che è stato arrestato per essersi opposto all’espansione delle piantagioni della statunitense Herakles Farms ai danni degli abitanti dei villaggi locali. Herakles Farms ha avviato la conversione di 20.000 ettari di foreste in piantagioni di olio di palma nella regione a sud-ovest del Camerun. Di fronte alla reazione delle comunità locali, coalizzatesi nell’associazione Future Environment, la Heracles ha risposto con intimidazioni , azioni legali, arresti e aggressioni. 

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L’Australia abbatte riserva Unesco

Mentre tutti i governi del mondo fanno a gara per ottenere dall’Unesco il prestigioso titolo di aree “patrimonio mondiale dell’Umanità”, il governo australiano ha deciso di rinunciarvi, o lamento di chiedere una riduzione, per soddisfare la fazione più estremista dell’industria del legno. Malgrado l'opposizione degli ambientalisti, del governo della Tasmania della stessa industria forestale, il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato che il governo consegnerà una proposta al comitato Unesco per il patrimonio mondiale chiedendo una modifica dei confini che escluderà circa 74.000 ettari dall’area.

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Scettiche reazioni ai piani del gigante cartario

Il controverso gigante cartario Asia Pacific Resources International Ltd (APRIL) ha annunciato una nuova politica di gestione forestale che prevede una moratoria sul taglio in attesa della identificazione delle aree da proteggere. L’impresa ha anche annunciato che completerà le proprie piantagioni entro la fine dell’anno. La APRIL è considerata una delle imprese più controverse, responsabile dell’ammattimento di vaste aree di foresta tropicale nell’isola di Sumatra, in Indonesia, di estese e ripetute violazioni dei diritti delle comunità locali, della minaccia a specie già in pericolo, come la tigre di Sumatra, e del rilascio di enormi quantità di gas serra, dovuti alla conversione delle torbiere in piantagioni per la produzione di carta.

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Ispettore forestale: la salamandra

Le salamandre sono piccoli anfibi privi di polmoni che vivono negli habitat forestali umidi. La loro funzione critica nei collegamenti vitali delle catene alimentari, ne fa un essenziale indicatore dello stato delle foreste, dei loro disturbi e del loro eventuale recupero. insomma, veri e propri ispettori forestali al servizio della comunità scientifica. I ricercatori dell'Università del Missouri hanno verificato che la dimensione della popolazione della salamandra riflette la qualità dell'habitat forestale e può aiutare a la capacità degli ecosistemi di recuperare in seguito al disboscamento.

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India: energia contro le foreste di Mahan

Si chiama Essar, colosso indiano del settore energetico. Il progetto che sta portando avanti è una gigantesca centrale a carbone nello stato del Madya Pradesh, nell’India centrale. Per mandare avanti la centrale saranno necessari milioni di tonnellate di carbone, che si trova sotto le foreste di Mahan, un ricco habitat che rappresenta l’unica base di sostentamento per oltre 14.000 persone, distribuite in 14 villaggi. Ma gli abitanti della foresta di Mahan non si sono arresi, he anno creato un coordinamento per proteggere i propri diritti, il Mahan Sangharsh Samiti.

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I funghi, guardiani della biodiversità

Un nuovo studio ha rivelato che i funghi, spesso considerati dei parassiti, svolgono un fondamentale ruolo di polizia della biodiversità nelle foreste pluviali. Lo studio pubblicato dall'Università di Oxford, rivela come i funghi regolano la biodiversità nelle foreste pluviali, moderando l’espansione delle specie dominanti. Infatti, i funghi si diffondono rapidamente tra le piante della stessa specie quando queste sono particolarmente fitte, impedendo loro di dominare l’ambiente e permettendo ad altre specie di prosperare.

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Paraguay: la deforestazione scaccia gli indigeni

Survival International ha sovrapposto le mappe della deforestazione prodotte dall'Università del Maryland, alle terre tradizionali delle tribù indigene degli Ayoreo, ancora non contattate dall'uomo bianco, rivelando che la maggiore densità di deforestazione coincide con l'espansione degli allevamenti bovini, proprio nei territori indigeni. Le immagini satellitari mostrano l’entità della distruzione della foresta del Chaco paraguaiano tra il 1990 e il 2013. Il territorio rivendicato dagli Ayoreo è uno degli ultimi lembi di foresta rimasti. Ma l'allevamento bovino già sconfina nei territori indigeni

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Fai la cosa giusta

"Fai la cosa giusta, salva le foreste" è un concorso volto a diffondere comunicazione sociale in favore della gestione sostenibile delle foreste e di un uso responsabile dei prodotti derivati. Il concorso, a partecipazione gratuita e aperto a classi o gruppi di studenti delle scuole secondarie di Italia, Spagna, Romania, Polonia e Malta, è promosso dalle ong italiane CISV, COSPE e GVC insieme alle associazioni ambientaliste Kopin di Malta, Acsur Las Segovias in Spagna, Polish Green Network in Polonia, Alma-Ro, Terra Mileniul III e Rhododendron in Romania.

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India: la tribù Avatar salva dalla miniera

La tribù che come nel film Avatar si batte contro il gigante minerario, l'inglese Vedanta Resources, ha vinto la propria battaglia. Le autorità indiane hanno dovuto riconoscere il diritto dei Dongria Kondh alla protezione delle loro colline sacre. La decisione viene dopo una consultazione tra i villaggi dei Dongria Kondh nell'area del sito minerario, ordinata da una sentenza della Corte Suprema dell'India. Si tratta del primo "referendum ambientale " del paese.

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Indigeni del Kenya cacciati dalle foreste ancestrali

Il governo del Kenya ha mandato diversi contingenti di polizia nell’area forestale di Embobut (provincia di Elgeyo Marakwet, Kenya occidentale) per cacciare migliaia di abitanti tradizionali dalle loro foreste ancestrali. 150 militi, tra cui un’unità delle forze speciali anti-sommossa sono stati incaricati di eseguire l’operazione, creando il panico tra le famiglie dell’area, mentre le loro capanne vengono date alle fiamme. 

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Il legno illegale del gigante indonesiano della carta

Un fornitore del gigante cartario indonesiano APRIL (Asia Pacific Resources International Limited) è stato denunciato di abbattimento illegale di specie protette. L’associazione indonesiana Jikalahari sostiene che il certificato di legalità sia stato ottenuto con la corruzione, e ne chiede la revoca. Il fornitore della APRIL (PT Triomas) ha abbattuto indiscriminatamente alberi di Ramin (Gonystylus spp.) protetto dalla convenzione di Washington, o CITES, (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione). L’impresa forestale avrebbe inoltre convertito in piantagioni torbiere protette ai sense della legge.

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Le mangrovie vanno al nord

Le mangrovie della California viaggiano verso nord. Tra il 1984 e il 2011, la costa atlantica a nord di Miami ha guadagnato più di 3.000 ettari di mangrovie. Tra Cape Canaveral e Sant'Agostino, le mangrovie sono raddoppiate, mentre calano drasticamente le gelate. L’aumento delle temperature porta nuovi modelli di condizioni meteorologiche estreme, che provocano grandi cambiamenti nelle comunità vegetali.

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Cambogia: foreste sacre abbattute dai giganti della gomma

I rappresentanti dei gruppi clan etnici della zona di O'Chum di Ratanakkiri si ribellano alla distruzione delle loro terre da parte delle piantagioni di gomma controllate dal potenti gruppo vietnamita CRD, che avrebbe già abbattuto mille ettari tra foresta sacra e orti comunitari. Malgrado l'arrivo di volontari, inviati la scorsa estate dal primo ministro Hun Sen per demarcare le terre comunitarie, la piantagione della gomma continua ad espandersi abbattendo le foreste sacre della comunità.

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WWF: deforestazione in rosa sotto l'albero

Albi da colorare per bambine, come Supergirl, Horses Dreams, o Crea la tua TopModel, venduti in gran quantità nei supermercati in occasione del Natale. E poi bigliettini di auguri natalizi e carta da lettere. Tutto proveniente dalla distruzione delle foreste del Sud-est asiatico. E’ quanto denuncia il WWF Germania, che ha fatto analizzare le fibre della carta di 37 prodotti, scoprendo che ben 13 contengono fibre di legno tropicale. I test della carta sono stati eseguiti nei laboratori dell'Università di Darmstadt e dell’istituto indipendente e di analisi IPS (Integrated Paper Service), negli Stati Uniti. Gli albi e gli altri prodotti portano il marchio dell’editore Depesche. “Non è stata una sorpresa trovare fibre legate alla deforestazione negli albi per bambini - dice Johannes Zahnen del WWF - Ma non pensavamo di trovarne in così tanti prodotti”. Il fatto è che molti di questi albi sono stampati in Cina, dove il legname tropicale proveniente dalle foreste pluviali del Sud-Est asiatico è ancora usato in grandi quantità per la produrre carta.

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Acquisti di carta: Ikea cambia policy

Dopo essere stato denunciata dall’associazione tedesca Robin Wood di legami con la deforestazione nel Sud-est asiatico, Ikea prende atto e si impegna a usare solo prodotti in carta riciclati o certificati. Lo scorso mese Robin Wood aveva fatto analizzare prodotti di Ikea, trovando fibre provenienti dalla deforestazione in Indonesia (fibre miste tropicali e Acacia ), in diversi prodotti della linea Ikea Särskild. La presenzi a di queste fibre prova che la cellulosa origina da foreste pluviali abbattute, o da piantagioni di Acacia normalmente create abbattendo foreste naturali. 

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Vietnam: La Deutsche Bank abbandona progetto di rapina

La Deutsche Bank ha comunicato a Global Witness di avere dismesso tutte le azioni nel gigante vietnamita della gomma Hoang Anh Gia Lai (HAGL). La decisione del gruppo è stata mossa dalla ricerca di Global Witness, che ha dimostrato le massicce violazioni dei diritti ambientali e umani nelle piantagioni di Hagl in Cambogia e Laos. La banca però non ha voluto confermare se la decisione è stata presa in risposta alla richiesta di Global Witness.

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Legno illegale: secondo le associazioni, l’Italia è un colabrodo

WWF, Greenpeace, Terra! e Legambiente denunciano la mancanza di azioni da parte del Governo per fermare il commercio di legno illegale in Italia. Dopo 9 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo del Legno, non esiste ancora la normativa italiana di attuazione che tutti gli Stati membri sono obbligati a emanare. Il Regolamento Europeo del Legno o EUTR (European Union Timber Regulation), entrato in vigore a marzo 2013, vieta il commercio in Europa di legname e prodotti derivati provenienti da pratiche di taglio illegali, sia da paesi UE, sia extra-UE. L’Italia, come Stato membro, si è impegnata a intervenire con controlli e sanzioni, contribuendo a frenare il processo di deforestazione che sta minacciando le ultime foreste del Pianeta e la loro biodiversità, ma non sta portando avanti questo impegno nella pratica.

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Importatore accusato di riciclare legname illegale

Global Witness accusa di traffico di legno illegale l’importatore danese di legname DHL (Dalhoff Larsen e Horneman). Secondo l’associazione, la DHL avrebbe acquistato nel 2012 legname liberiano di origine sospetta per un valore di 304,870. L’impresa non è nuova ad accuse di dubbie attività in Liberia, dove avrebbe sostenuto la guerra civile che tra il 2000 e il 2003 ha insanguinato il paese, acquistando legname da imprese legate alle fazioni armate, come quella del dittatore Charles Taylor.

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Ghana: a rischio la foresta di Atiwa

Il Ghana ospita uno dei maggiori tesori naturali dell’Africa Occidentale. I suoi habitat spaziano dalle foreste pluviali, con felci alte fino a otto metri, alle zone umide e agli ecosistemi fluviali. Un mosaico di ambienti che i ospitano numerose specie rare. La foresta di Atiwa è stata posta sotto protezione grazie alla sua straordinaria biodiversità, che si estende su 260 chilometri quadrati. La sua disgrazia è il suolo ricco di bauxite, che attira l’interesse delle compagnie minerarie. E ora il governo vuole promuovere lo sfruttamento minerario.

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