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Richiami vivi, voto illegale

Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini che in queste settimane hanno sottoscritto le petizioni e testimoniato la loro indignazione verso Governo.

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Le foreste del Mozambico se ne vanno in Cina

La domanda cinese di legname è il fattore trainante della deforestazione illegale in Mozambico. Secondo il rapporto “First Class Crisis”, pubblicato dall'Environmental Investigation Agency (EIA) dopo lunge investigazioni sul campo, il 93 per cento del legname prelevato nel paese nel 2013 era di origine illegale.

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Richiami illegali

In Italia ogni anno decine di migliaia di uccelli migratori vengono mutilati, accecati e segregati in micro-celle legalmente per farne esche vive per la caccia. “La cattura dei piccoli uccelli è vietata dalla direttiva Comunitaria, ma che l’Italia ha continuato a catturare oltre 1 milione di merli, allodole, tordi” spiega Mamone Capria, di Lipu-BirdLife.

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Lombardia: il Consiglio Regionale vota la legge ammazza-foreste

È iniziato presso il Consiglio Regionale della Lombardia l’esame sul progetto di legge su foreste ed agricoltura, ribattezzato da un vasto movimento che va dal CAI a Legambiente la legge “ammazzaforeste”. Essa prevederà, se approvata, la modifica della precedente legge forestale regionale, dando di fatto la possibilità ai sindaci di autorizzare disboscamenti e manifestazioni con mezzi motorizzati su sentieri e mulattiere.

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Perù, alla polizia licenza di uccidere

Sono passati cinque anni da quando nel nord del Perù è stata repressa in maniera violenta una protesta pacifica degli indigeni Awajùn e Wampis contro alcune leggi che avrebbero facilitato lo sfruttamento delle risorse naturali nei loro territori da parte delle compagnie estrattive. Leggi che rispondevano alle disposizioni introdotte dall'accordo di libero commercio tra Stati Uniti e il Paese andino.

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Il palissandro rubato del Myammar

La fame di legni pregiati dell’industria del mobile cinese sta portando il palissandro del Myanmar verso l'estinzione. Il boom del multi-miliardario settore cinese del mobile, si rifornisce di palissandro illegale per fornire alla ricca élite del paese moblii di lusso in stile Ming e Qing (assieme noti come 'hongmu’).

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Indonesia batte Brasile 2 a 1

L’Indonesia batte il Brasile nel campionato della deforestazione. Secondo un nuovvo studio, l’Indonesia ha perso 840.000 ettari di foresta nel 2012 rispetto ai 460.000 ettari perduti in Brasile. Secondo un alto funzionario incaricato della gestioni dei dati sulla deforestazione, l’Indonesia avrebbe riportato dati sulla deforestazione molto più bassi rispetto all’entità reale del fenomeno.

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Turchia: in fumo 125 ettari di bosco mediterraneo

Un enorme incendio appiccato il 28 nei pressi di Adrasan Bay, nella provincia meridionale del distretto Kumluca di Antalya, in Turchia, ha completamente distrutto 125 ettari di foreste. La Adrasan Bay è rinomata per le sue spiagge, e le fiamme hanno colpito anche l’area turistica, distruggendo quattro alberghi, un ristorante e un negozio. 

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L'Unesco rifiuta il tentativo Australiano di cancellare le foreste protette

Il Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco ha respinto la richiesta del governo liberale di Tony Abbott di togliere il prestigioso status di "patrimonio dell'umanità"alle foreste della Tasmania. La riunione del comitato tenuti a Doha ha impiagato appena solo sette minuti per esaminare e bocciare la proposta.

Nessun paese membro si è espresso in favore dell'offerta di depennare dall'elenco 74,00 ettari di foresta, proposta che secondo l'Unesco indebolirebbe la Tasmanian Wilderness Mondiale Heritage Area.

La Colombia e la Germania hanno sostenuto il rifiuto della proposta, e il delegato del Portogallo ha insistito sul rischio dei un indebolimento dello stesso sistema del Patrimonio Mondiale. "Le giustificazioni presentate alla riduzione sono a dir poco deboli", ha detto il delegato portoghese. "Accettare questa de-listing oggi significherebbe stabilire un precedente inaccettabile anche per il circostanze simili in futuro.

"Se questa commissione si preoccupa per la conservazione secondo l'impegno responsabile di Stati parti della convenzione al momento della presentazione delle candidature, non possiamo accettare queste richieste di de-list".

Ambientalista Jubilant Bob Brown ha twittato che la commissione ha respinto un'offerta governo "imbarazzante".

"Umiliazione diplomatica globale per l'(senior Tasmanian Liberal Eric) Abetz, e (il primo ministro Tony) Abbott."

"Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha saputo distinguere tra  le tesi ingannevoli del governo australiano, e la scienza di alta qualità e professionalità degli organi consultivi. La decisione presa oggi qui a Doha è rivincita degli australiani, e della gente  di tutto il mondo che ama le foreste della Tasmania e vuole vederle tutelate",

La proposta di depennare ampie fasce di foresta, una delle poche nella storia UNESCO, è frutto di una promessa elettorale di Toni Abbott per conquistare l'appoggio dell'industria del legno. La proposta tra l'altro minava uno dei punti essenziali dell'accordo firmato dalle associazioni ambientaliste con i gruppi industriali per porre fine a decennale conflitto nelle foresta della Tasmania, mediato dall'ex ministro del Lavoro dell'Ambiente Tony Burke.

Dopo la frana liberale vince in tre dei cinque seggi della Tasmania nelle elezioni, il governo ha chiesto un mandato forte per avvolgere di nuovo l'elenco. Il governo sosteneva che i 74.000 ettari che il governo chiedeva di depennare, erano stati già disboscati, mentre lo stesso Dipartimento Federale dell'Ambiente l'ha smentito, affermando che appena ail 4 per cento dell'area era stata disturbata.

 

Pennsylvania: le foreste ai trivellatorori di gas?

Centinaia di manifestanti si sono riuniti questa settimana chiedendo al governatore Tom Corbett di imporre una tassa ai trivellatori per aumentare le entrate, invece di cedergli le foreste e i parchi naturali per espandere l’estrazione di gas naturale.

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Le associazioni ambientaliste di tutto il mondo lanciano la Visione globale dell’industria cartaria

La carta viene ancora prodotta distruggendo preziosi ecosistemi, eppure potrebbe essere un prodotto ecologico e pienamente sostenibile. Come? Lo spiegano le associazioni ambientaliste di tutto il mondo, con la Visione Globale sulla Carta, un documento sottoscritto da oltre 120 gruppi, tra cui gli italiani WWF, Greenpeace, Terra!, Legambiente e Amici della Terra.

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Biomasse della discordia

Gli scienziati avvertono: non ci sono abbastanza foreste per soddisfare la crescente domanda di bioenergia. Innanzitutto sono necessarie regole imprescindibili per il prelievo dell legno, per esempio il divieto di rimuovere idi residui e i ceppi degli alberi abbattuti, soprattutto nei terreni poveri. Ma queste regole a loro volta ridurranno del 30 per cento il volume potenziale della biomassa disponibile in Europa. E’ quanto emerge da uno studio dell’Accor, l'Istituto Internazionale per l'Analisi Sostenibilità e le Strategie (International Institute for Sustainability Analysis and Strategy).

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Brasile: gli Indios dimenticati dietro la Coppa del Mondo

Centinaia di Indios brasiliani protestano contro la Coppa del Mondo, marciando per le strade di Brasília e nei dintorni di Mané Garrincha, lo stadio di calcio della capitale, chiedendo la protezione delle loro terre. Ma sulla strada hanno incontrato la polizia che, in assetto antisommossa, non si è mostrata tollerante, come morta il video pubblicato da New York Times.

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Come cambiano le foreste americane

La presenza dell’uomo ha profondamente alterato le condizioni delle foreste nel nord degli Stati Uniti settentrionali. é quanto sostiene uno studio pubblicato dalla rivista journal Forest Science ed è parte del progetto Northern Forest Futures,
il rapporto descrive i principali fattori antropici che alterano radicalmente le condizioni delle foreste e della gestione nel nord degli Stati Uniti, e prevede gli impatti nei prossimi 50 anni nella regione che si estende su venti stati, dal Maine al Minnesota e dal Missouri a Maryland.

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Canada, proteste contro la deforestazione

Una grande folla si è radunata di fronte alla sede del Consiglio del New Brunswick, a Fredericton, per protestare contro i piani del governo di cedere ampie parti di foreste alle compagnie del legno da abbattere a raso. Le compagnie vedrebbero aumentare il prelievo di tronchi di 660.000 metri cubi l’anno, con un incremento del venti per cento.

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Grandi alberi, colonne del cielo (e della terra)

Uno studio pubblicato su Global Ecology and Biogeography spiega come i grandi alberi, quelli dal diametro del fusto superiore ai 70 centimetri, sono una mano santa per il clima, dato che immagazzinano una grande quantità di biomassa, soprattutto nelle aree tropicali. Ma attenzione, avvertono i ricercatori, questi alberi sono anche molto vulnerabili al cambiamento climatico, e quindi c’è il rischio che la loro morte, restituisca all’atmosfera la biomassa preservata, scatenando un circuito vizioso.

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Thailandia, operazione contro il taglio illegale

Secondo il Bangkok Post, capo di stato maggiore dell'esercito Prayuth Chan-ocha avrebbe ordinato a tutte le unità militari di lanciare una massiccia operazione di repressione del taglio illegale, dopo che due grandi foreste sono state massicciamente abbattute da bande di taglialegna illegali. L'ordine è stato emesso nel corso di una seduta del Comando delle operazioni di sicurezza interna (ISOC), sulla “pesante de”forestazione” nella riserva forestale di Salawin, nella provincia di Mae Hong Son, un importante bacino idrico della foresta Nan.

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Le Foreste del Pianeta in fiamme

Le foreste del pianeta sono in fiamme. questo è quanto emerge dalle ultime immagini pubblicate dalla NASA.
Il colore varia dal rosso dove la presenza di fuochi p più bassa, al giallo dove e il numero di incendi è più alto. Ogni punto della mappa mostra un hotspot rilevato nei primi dieci giorni di maggio dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer ( MODIS ) a bordo dei satelliti Terra e Aqua . Gli incendi sono più intensi al confine dei più grandi foreste, come l’Amazzonia, il Congo e la Siberia, e dove le foreste sono già frammentate e gli insediamenti umani sono più densi.

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Australia: alberi di cinquecento anni in trucioli

Una associazione ambientalista australiana ha testato al radiocarbonio il legno di un eucalipto abbattuto per produrre carta, e il risultato è stato che l’albero aveva almeno cinquecento anni di età. Dal 1989 gli attivisti del Environment East Gippsland, nella provincia australiana di Victoria si battono per salvare le foreste millenarie delle Brown Mountain. Di fronte a un’altro pezzo di foresta dato alle compagnie del legno, gli ambientalisti hanno deciso di inviare un campione di legno all'Università di Waikato in Nuova Zelanda affinchè datasse l’età dell’albero con la tecnologia del radiocarbonio.

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British Columbia: le foreste a chi le abbatte?

Una sentenza della Corte Suprema dimostra che la Columbia Britannica (Canada) non garantisce affatto la protezione delle foreste millenarie di abeti di Douglas. La causa, intentata dalla Western Canada Wilderness Committee and dal ForestEthics Solutions Society, si è conclusa con una sentenza in base alla quale il governo non è affatto obbligato dalla legge a proteggere le residue (e minacciate) foreste millenarie. "La corte ha confermato quello che gli ambientalisti hanno sostenuto per anni , che la legge forestale non protegge le specie a rischio", ha dichiarato Torrance Coste, attivisti adel Wilderness Committee dell’Isola di Vancouver.

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Indonesia: la cartiera abbatte le foreste dell’incenso

L’incenso viene dalla resina di un albero di benzoino (Boswellia spp), è la fonte principale di sostentamento per le comunità della zona. Da oltre 300 anni, ogni lunedì gli uomini dei villaggi di Sipituhuta e Pandumaan vanno nella foresta e incidono la corteccia degli alberi. Portano con sé cibo, acqua e l’essenziale per pernottare nella foresta, prima di tornare a casa per il fine settimana. Nel 2009, la PT Toba Pulp Lestari (PTL) ha annunciato l’espansione delle sue operazioni di cellulosa e carta in Porsea, nei pressi del lago Toba a Sumatra. passando da 165.000 tonnellate annue a 300.000 tonnellate annue. Da allora sono iniziati aspri conflitti con le comunità forestali.

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Siberia: foreste in fiamme

Quarantotto incendi boschivi, su di un'area di 120.300 ettari della foresta siberiana, di cui 118.700 ettari in Transbaikal, secondo quanto riportato dalle autorità del Distretto Federale Siberiano. Gli incendi stanno devastando le foreste delle repubbliche di Buriazia, Tuva e Khakassia, oltre che le provincie di Krasnoyarsk, Irkutsk , Omsk e Tomsk.

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3M, e le foreste sono molto scocciate

“Sostenibilità e innovazione” recita lo slogan della 3M, noto produttore dello Scotch. Ma l’associazione ambientalista americana ForestEthics ha pubblicato un dettagliato rapporto, accompagnata da una serie di schede grafiche, che espongono la distruzione dell’ambiente da parte della 3M in tutto il mondo. Dai Post-it allo scotch, la 3M è legata alla deforestazione in tutto il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, al Canada , alla Russia, ai paesi Stati baltici, alla Scandinavia, al Brasile e all’Indonesia.

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E la Cina acquista animali minacciati

Secondo il West Kalimantan Orangutan Conservation Forum (FKOKB), la Cina è il principale acquirente di animali indonesiani in via di estinzione."Questi animali sono considerati potenti afrodisiaci", ha detto Alberto Tjiu, presidente del gruppo. I becchi dei buceri, le pinne di squalo e altre parti di animali sono state cacciate per migliaia di anni.

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Deforestazione: la cartiera paga i danni

Con un impegno a restaurare o a compensare un’area di foreste vasta quanto le sue piantagioni, la Asia Pulp and Paper (APP) volta pagina e chiude la lunga storia di deforestazione e conflitti sociali in Indonesia. Il piano per ripristinare e conservare un milione di ettari di foresta pluviale in l’Indonesia, assieme alle associazioni della società civile è stato annunciato questa mattina a Giakarta. 

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Canada cacciatori nativi difendono le foreste

 La foresta del Canada è la più grande foresta boreale intatta, e rappresenta da sola un terzo dell’anello forestale che circonda il Polo Nord, al di sopra del cinquantesimo parallelo. Nella remota area settentrionale dell Quebec, nei pressi delle rive gelate del fiume Broadback, la foresta di conifere ospita centinaia di specie, tra cui il caribù di foresta, specie minacciata di estinzione. Per secoli, le genti delle tribù Cree hanno vissuto e cacciato in questi boschi. Dagli anni settanta in poi il progresso si è affacciato a queste foreste, con la costruzione di dighe idroelettriche che hanno sommerso le vallate, e dei taglialegna che hanno portato via la foresta fetta per fetta.

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Giornata della Terra: le foreste pluviali nell’obiettivo

La più minacciata è la foresta amazzonica, seguita dalle foreste pluviali del Congo, del Madagascar, e perfino delle Filippine. Ma ci sono altri preziosi ecosistemi forestali a rischio, come le foreste mesoamericane del Messico, le foreste asciutte del Sud America, la foresta atlantica asciutta del Brasile. Il National Geographic ha deciso di celebrare la Giornata internazionale della Terra, presentando una raccolta delle più belle immagini dalle foreste più minacciate del pianeta.

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Russia, ambientalismo proibito

Condannato a tre anni in una prigione russa per una scritta con lo spray su un recinto ? Sembra incredibile, non è vero? Ma l'incredibile accade a molti attivisti in tutta la Russia e uno in particolare: Evgeny Vitishko . Evgeny, un attivista ambientalista del gruppo Rights Watch per il Caucaso del Nord (EWNC) e ora sta iniziando a rassegnarsi a dover passare tre anni dietro le sbarre.

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Quando i cattivi sono gli alberi

Gli scienziati dell'Università di Liverpool avvertono con una nuova ricerca che praterie tropicali - un ecosistema essenziale nell’equilibrio ecologico del pianeta , sono seriamente minacciate. Tra i loro nemici, gli alberi di piantagione. Secondo la ricerca, pubblicata nel Trends in Ecology and Evolution, le praterie sono a torto classificate come sistemi erbacei, e quindi di scarso valore ambientale. In realtà talvolta si tratta di ecosistemi antichi, con piante vecchie diversi decenni, che sostengono circa un quinto della popolazione mondiale e giocano di fondamentale importanza ai cicli del carbonio e dell'energia globale.

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Ciambelline infernali

Il Donut, quella ciambellina dolce e zuccherosa che rimanda a un modo fatato degno della casetta di Hansel e Gretel (dove però il Donut non c’era, perché è stato inventato ben più tardi). All’improvviso si è trasformato in un mostro. E stavolta non nono le urla di medici e dietologi salutisti, è che le soffici rotelle di pasta lievitata si sono trasformate nei cingoli metallici delle ruspe che squarciano la foresta pluviale. Le dolci ciambelline infatti, sono inzuppate di olio di palma.

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All’Estonia non piacciono le foreste millenarie

Al fine di rinnovare le foreste mature, l’agenzia forestale estone (Riigimetsa Majandamise Keskus - RMK) si appresta ad attirare il “rinnovo”, che consiste nell’abbattimento e la piantumazione di alberi su quasi 8.700 ettari - con una interruzione di due mesi da aprile, per non impedire la riproduzione di uccelli e del resto della fauna.

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Il taglio illegale resta un problema enorme

La deforestazione illegale continua a imperversare nelle foreste di Africa e Asia. Secondo un nuovo studio condotto dal think-tank britannico Chatham House in sei paesi, malgrado alcuni segnali di progresso il problema è lungi dall’essere risolto. Lo studio insiste in sei rapporti su altrettanti paesi: Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo (Brazzaville), Papua Nuova Guinea , India, Corea del Sud e Thailandia, e rivela come il taglio illegale e la corruzione ancora dominano nel settore forestale.

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Abbigliamento senza deforestazione

Due dei principali marchi di abbigliamento si sono impegnati a eliminare le foreste primarie e ogni altro tipo di foresta minacciata dalla materia prima dei loro abiti. Che c’entrano le foreste con l’abbigliamento? E’ semplice: le fodere sono fatte di viscosa o rayon che si producono con un tipo particolare di cellulosa (molto simile a quella con cui si produce la carta) che viene dal legno. E questo legno viene spesso dalla distruzione di foreste primarie come quelle dell’Indonesia o del Canada.

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Turchia: via la foresta per una centrale nucleare

Boschi e foreste della Turchia sono insidiati dal “consumo di territorio” ossia prevalentemente dall’avanzata urbanistica. L’ultimo caso è quello della costrizione di una centrale termonucleare nel mezzo del parco nazionale di Longoz. L’impianto è previsto nei pressi di İğneada , una città nel distretto di Demirkö, nella provincia di Kırklareli.

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Il buco nero del Myammar

Sei miliardi di dollari sono scomparsi ib corruzione, secondo un rapporto pubblicato dalla Environmental Investigation Agency (EIA). Dati Corruzione: Esporre la reale portata del disboscamento in Myanmar, scrutare le cifre ufficiali sul raccolto di registro e le esportazioni di legname negli ultimi 15 anni. Silvicoltura e commercio punti dati del Myanmar Governo ad un disboscamento illegale multi-miliardi di dollari e le esportazioni buco nero - che indicano la criminalità diffusa e la corruzione ufficiale. I numeri infatti sono forniti dal Ministero della protezione dell’ambientale delle forestale , sono stati pubblicati dal gruppo Eleven media del Myanmar all'inizio di questo mese.

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Bufale australiane

Il primo ministro australiano Tony Abbott, con una mossa inedita, ha richiesto alle Nazioni Unite di togliere 74.000 ettari di foresta nella dallo status di Patromonio dell’Umanità accordato appena lo scorso anno. La protezione di queste forese era parte dell'accordo foreste tra ambientalisti e industria del legno della Tasmania. “Si tratta di foreste che sono state già abbattute, o sono degradate, e in alcuni casi si tratta di piantagioni con finalità produttiva", ha detto Abbott. E così la rete ABC ha inviato la sua unità investigativa sul posto, per verificare le dichiarazioni di Abbott. E cosa ha trovato? Foreste incontaminate, di cui solo una piccola parte è degradata o è stata tagliata in passato. La piantagione di pini, quella sì, esiste, ma non arriva alle dimensioni di un campo da tennis! 

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Le foreste pietrificate di Chernobyl

A Chernobyl il tempo sembra si sia fermato. A trent’anni dal disastro nucleare i boschi attorno alla centrale sono un ecosistema impazzito. Gli alberi morti non si decompongono, quelli ancora vivi crescono lentamente, gli uccelli hanno il cervello più piccolo, insetti e ragni sono più rari, mentre la contaminazione continua a espandersi man mano che la selvaggina si muove, come hanno dimostrato i cinghiali contaminati rinvenuti in Germania. Il tempo sembra cristallizzatosi anche per la scomparsa di batteri e funghi che guidano la decomposizione della materia organica, facilitandone il riciclo.

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La FAO lancia la Giornata Internazionale delle Foreste pubblicando nuovi dati satellitari sullo stato delle foreste

In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, la FAO ha pubblicato nuovi dati che confermano la progressiva perdita di foreste a livello globale, con i più alti tassi di deforestazione in Sud America e Africa.
Secondo i dati più aggiornati, tra il 1990 e il 2010 la copertura forestale è diminuita di circa 5,3 milioni di ettari l’anno, un’area grande quattro volte l'Italia.

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Deforestazione in Arabia Saudita?

Pare proprio di sì, perfino l’Arabia Saudita perde i suoi boschi. Perché il paese non ha solo deserti, ma gli alberi coprono un modesto ma importante 1,3 per cento della superficie del paese. Ma anche questi piccoli boschi sono in crisi. Secondo Mirza Baig , professore canadese del Dipartimento delle Politiche Agricole Ampliamento e Società Rurale della King Saud University, queste foreste rischiano ora di scomparire a causa dell’esaurimento delle falde acquifere.

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Giamaica: no forest no cry?

Ogni anno la Giamaica perde 350 ettari di copertura forestale, una immensità, paragonata alle piccole dimensioni dell’isola e alle ridotta superficie forestale residua. Secondo il capo del Dipartimento Forestale Marilyn Headley, continuano gli abbattimenti di alberi er fare spazio a nuove costruzioni. “Sempre più terreni vengono costruiti, non si tratta più di conversione agricola, ma di nuoce abitazioni. Ora anche i terreni agricoli, otre ai boschi, sempre più sono trasformati in canteri edili”.

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Indonesia: zucchero indigesto nelle isole Aru

Una piantagione di canna da zucchero minaccia di dimezzare le foreste pluviali delle isole Aru: 480.000 ettari sui 730.000 di foresta naturale delle isole, situate a sud della Nuova Guinea. Nel 2010 il reggente delle Aru ha rilasciato licenze e permessi per 480.000 ettari di piantagioni a 28 imprese, tutte controllate dal PT. Menara Group. Ma secondo Global Forest Watch Indonesia, le concessioni sarebbero state rilasciate in violazione alla legge, in quanto prive della prevista valutazione di impatto ambientale.

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Commercio legno illegale: Italia ancora fanalino di coda per applicazione del Regolamento Europeo

A un anno dall’entrata in vigore dell’importante Regolamento Europeo del Legname, le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Terra! e WWF denunciano la mancata applicazione in Italia della normativa europea promossa per fermare il commercio di legno illegale nei 28 paesi dell’Unione Europea. Da marzo 2013 l’Unione Europea vieta, con una puntuale normativa, le importazioni di legname e suoi prodotti da qualsiasi Paese del mondo se proveniente dal taglio illegale e chiede agli operatori e alle autorità nazionali di verificare e, rispettivamente, punire chi commercia legname di origine controversa.

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Liberia: fermati i nuovi colonizzatori dell'olio di palma

L'associazione liberiana Save My Future Foundation (SAMFU) ha festeggiato l’impegno del Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf a fermare espansione dalla compagnia del produttore britannico di olio di palma Equatorial Palm Oil ( EPO) ai danni delle terre del Clanrra Jogbahn. La EPO è accusata dalle comunità di accaparrarsi i loro territori senza il consenso delle popolazioni interessate.

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Indonesia : indigeno ucciso dalla polizia presso concessione di palma da olio.

Secondo quanto riporta Mongabay, un membro della comunità indigena Suku Anak Dalam è stato ucciso e altri cinque stati feriti in seguito a uno scontro con le forze di sicurezza presso una concessione di palma da olio di palma controllata dalla PT Asiatic Persada a Sumatra. L'incidente è avvenuto Mercoledì sera a Bungku, nella provincia indonesiana di Jambi.

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Canada: gli indiani e i taglialegna

Un gruppo di giovani del popolo Grassy Narrows ha annunciato che si opporrà con azioni dirette alle operazioni di taglio nella foresta di Whiskey Jack, previste per il prossimo aprile. Ogni operazione di abbattimento di alberi all’interno delle forest tradizionali della First Nation Grassy Narrows sarà boicottata. First Nation è il nome che gli “indiani” hanno dato a sé stessi, indicando di essere le prime nazioni dell’America settentrionale, prima dell’arrivo degli europei. I Grassy Narrows (il nome originale sarebbe Asubpeeschoseewagong) sono un popolo che abita nell'Ontario, in Canada.

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Troppe foreste per la Tasmania?

E’ così che il primo ministro conservatore della Tasmania Tony Abbott ha definito le aree protette dell’isola. “Non accetteremo ulteriori aree protette, come governo e come coalizione. Non ne accetteremo più” ha dichiarato il premier della Tasmania. “Abbiamo abbastanza parchi nazionali, abbiamo protetto abbastanza foreste, anzi, a dire il vero, ne abbiamo protette troppe”.

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WildLeaks

Non è la versione selvaggia di Wikileaks, ma una piattaforma per denunciare il crimine ambientale. Creato e finanziato dalla Elephant Action League ( EAL ) , WildLeaks è gestito da un tema di avvocati ambientali, giornalisti, specialisti di sicurezza ed ex funzionari di polizia. La piattaforma permette di inserire denunce del crimine ambientale nelle foreste e ai danni della fauna selvatica.  

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Banchieri di gomma

Un gruppo di comunità locali della provincia di Ratanakiri, in Cambogia, ha presentato ricorso presso il braccio privato della Banca mondiale, la Società finanziaria internazionale ( IFC), affinché ritiri il suo appoggio al barone vietnamita della gomma Hoang Anh Gia Lai (HAGL). L’associazione britannica Global Witness ha documentato con un rapporto come la HAGL stia devastando campi e foreste tradizionali per espandere le proprie piantagioni di gomma in Cambogia e Laos, in un clima di intimidazioni e di violazioni dei diritti umani.

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Mozambico: illegali due tronchi su tre

Un recente studio sul taglio illegale in Mozambico, curato dall'Università di Eduardo Mondlane ( UEM ) di Maputo - rivela che almeno due terzi di tutto il taglio nel paese è effettuato senza licenze, mentre il prelievo illegale è aumentato dell’88 per cento tra il 2007 e il 2012. Il rapporto, suggerisce come a fronte di licenze per il prelievo di circa 300.000 metri cubi rilasciate nel 2012, nello stesso anno il presiedo effettivo è stato di quasi 900.000 metri cubi. Gran parte del legname illegale viene utilizzato nelle città del Mozambico, anche se sostanziosi volumi di legname sono stati tracciati prendere la via del mercato internazionale.

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La deforestazione in diretta

Global Forest Watch lancia un nuovo strumento online per monitorare la deforestazione globale in “quasi in tempo reale”. La mappa mostra utilizza le informazioni provenienti da milioni di immagini satellitari, sovrapposte e verificate da numerai attivisti sul campo, fornendo un quadro aggiornato sullo stato delle foreste del mondo, e sulla alloro scomparsa.

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