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Gorilla ancora in azione per proteggere le foreste
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- Published on Monday, 24 October 2005 14:52
Roma, 24 ottobre 2005 - I gorilla vanno in segheria. E consegnano al Presidente della Fedecomlegno la motosega d'oro della distruzione delle foreste. Questa mattina un gruppo di attivisti di Greenpeace travestiti da gorilla ha consegnato al Presidente della Federazione italiana degli importatori di legname (Fedecomlegno) una motosega dÃoro".
Gli attivisti si sono arrampicati su alcune cataste di legname appartenente a una impresa coinvolta nel taglio illegale in Africa, la SIM (Societé Industrielle de Mbang) e immagazzinate negli impianti romani di Michele Alfano, Presidente della Fedecomlegno.
Contemporaneamente, in Lussemburgo, altri attivisti di Greenpeace hanno consegnato un messaggio similare ai ministri dell'Agricoltura europei riuniti per il Consiglio Agricoltura dell'UE. Ai ministri Greenpeace chiede una legge che vieti senza mezzi termini le importazioni di legno illegale e che sostenga la gestione responsabile delle foreste. Gli attivisti di Greenpeace hanno affisso uno striscione che chiede di bandire il legno illegale.
"Fino a quando non sarà fornito un chiaro strumento alle dogane, il legno illegale continuerà ad affluire nel mercato europeo" ha dichiarato Sergio Baffoni di Greenpeace. "Importare legno illegale non comporta nessun rischio. Al contrario. Pochi giorni fa in Italia Greenpeace ha tentato di fermare lo scarico di legname originario da imprese coinvolte nel taglio illegale, paradossalmente, le forze dell'ordine, invece di investigare sul carico sospetto, si sono adoperate per consentirne lo scarico e la commercializzazione sul territorio italiano. Abbiamo visto tutti che le misure volontarie non sono sufficienti. Fino a quando non ci sarà una legge chiara, tutti i discorsi sulla lotta al legno illegale restano chiacchiere".
Oltre 180 associazioni e 70 imprese di rilevanza internazionale hanno sottoscritto la richiesta di questa legge, ma la Commissione Europea non ha mantenuto il suo impegno in tal senso.
Gli accordi previsti con Camerun, Congo Brazzaville, Ghana, Indonesia e Malesia rischiano di essere facilmente aggirati attraverso la triangolazione con paesi terzi, come la Cina, che riciclano il legname illegale. Gli accordi inoltre non offrono garanzie verso una gestione sostenibile delle foreste e verso il coinvolgimento delle comunità locali.
"C'è il rischio concreto di arrivare produrre certificati di legalità poco rigorosi, che si rivelerebbero una nuova copertura per il traffico di legno illegale" ha concluso Sergio Baffoni.
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