 Una foresta è molto di più di un insieme di alberi, ma un complesso insieme dinamico di ecosistemi.
L'unica cosa che hanno in comune piantagioni e foreste è la presenza di alberi. Ma le piantagioni sono un sistemi agricoli altamente uniformi, mentre le foreste sono ecosistemi ricchi di biodiversità. Diffuse in tutto il mondo, soprattutto nelle aree un tempo coperte da foreste naturali, le piantagioni producono carta, legno, olio di palma, gomma o altro, tutte merci destinate ai mercati internazionali.
L'impatto delle piantagioni monocolturali su larga scala sull'ambiente e sulle comunità locali sono documentati da tempo. Spesso si tratta di specie aliene, ossia estranee alla biodiverità locale. Per essere produttive, le piantagioni adottano specie a rapida crescita, che succhiano grandi quantità di acqua dal terreno, lo inaridiscono e ne modificano le caratteristiche chimico-fisiche.
Tra gli impatti delle piantagioni figurano il dissesto delle risorse idriche, il deterioramento dei corsi d'acqua, l'inquinamento delle falde acquifere e dell'atmosfera provocato da pesticidi e fertilizzanti, l'espulsione di intere comunità dalle proprio terre ancestrali, la violazione di diritti umani, ambientali e sociali, soprattutto ai danni delle donne, il deterioramento della diversità culturale, la diffusione della violenza, la perdita di biodiversità.
L'impatto maggiore delle piantagioni è la fame di foreste. La terra è satura, i terreni coltivabili sono agli sgoccioli. Nuova terra incolta in vaste dimensioni ci sarebbe, ma è occupata dalle foreste, che vengono abbattute.
Ma in molti casi queste piantagioni durano poco: in breve tempo il sottilissimo manto fertile della foresta si consuma senza rigenerarsi e, priva della protezione dei rami, le piogge lo dilavano l'humus, poi l'umidità viene asciugata dal sole diretto lasciando spettrali distese di polvere rossiccia.
Spesso le aree da trasformare in piantagioni sono "ripulite" con il fuoco, creando incendi incontrollabili di grandi dimensioni. Al loro posto le grandi piantagioni a monocoltura: soia, cereali, palma da olio, canna da zucchero. L'uso intensivo di fertilizzanti e pesticidi avvelena la terra e ne esaurisce le capacità.
Quando i fuochi appiccati per fini agricoli si diffondono nelle foreste tropicali, nel cielo possono liberarsi uno o due miliardi di tonnellate di carbonio.
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General Mills si sgancia dalla distruzione della foresta pluviale |
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Venerdì 24 Settembre 2010 09:13 |
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Dopo Burger King, anche General Mills annulla i contratti sull'olio di palma legati alla deforestazione. Lo fa sapere il Rainforest Action Network, annunciando il lieto fine di una campagna iniziata otto mesi fa, quando 42 attivisti dell'associazione hanno sfidato il freddo gelo di gennaio per dispiegare un grande striscione che recitava "Attenzione: General Mills Distrugge le Foreste!" proprio sopra il lago ghiacciato di Minneapolis, di fronte agli uffici della General Mills. Quando il Rainforest Action Network ha dato il via alla campagna, nessuna impresa alimentare degli Stati Uniti aveva una policy generale sull'utilizzo dell'olio di palma.
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Indonesia: Burger King annulla i contratti sull'olio di palma |
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Giovedì 23 Settembre 2010 07:33 |
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Burger King ha annunciato l'annullamento dei contratti di fornitura di palma suo olio da uno dei peggiori saccheggiatori foresta pluviale del pianeta, il gruppo Sinar Mas. Lo stesso documento di certificazione diffusa dalla Sinar Mas mostra che il gruppo si opera in violazione delle leggi forestali dell'Indonesia, che vietano la distruzione di foreste torbiere.
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Giornata internazionale sulle piantagioni |
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Martedì 21 Settembre 2010 09:20 |
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Il 21 settembre è la giornata internazionale contro le monocolture di alberi, finalizzata a sottolineare l'espansione dei "deserti verdi", piantagioni di alberi tutti uguale che sostituiscono le foreste naturali e gli impatti sull'ambiente e sulle popolazioni locali. Le piantagioni di pino e eucalipto sono finalizzate alla produzione di cellulosa e quindi di carta; teak, pino e gmelina sono finalizzati alla produzione di segati; le piantagioni di palma da olio forniscono un prezioso ingrediente all'industria alimentare, dei cosmetici e dei biocarburanti. Molte piantagioni sono anche finalizzate all'assorbimento del carbonio, soprattutto pino e eucalipto.
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La finta ricrescita delle foreste indiane |
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Le foreste naturali dell'India stanno scomparendo ad una velocità del 2,7 per cento all'anno. Il dato è in aperta contraddizione con i dati ufficiali, resi noti dal rapporto The India State of Forest Report 2009, pubblicato dal Forest Survey of India (FSI), secondo cui le foreste dell'India sarebbero aumentate del 5 per cento negli ultimi dieci anni. William Laurance, un biologo presso la James Cook University di Cairns, Queensland (Australia) ha pubblicato sulla rivista Conservation Letters, uno studio che dimostrerebbe come i dati governativi, pur "tecnicamente corretti", siano nella sostanza "ingannevoli".
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