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Legno illegale
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Un affare da 150 miliardi di dollari. Imprese senza scrupoli saccheggiano illegalmente le foreste aggrediscono le comunità locali minacciano specie animali a rischio di estinzione.
Il legno illegale è quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali. Il commercio di legno illegale, oltre ad essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo impedisce uno sfruttamento sostenibile delle foreste perché risulta troppo caro sul mercato. Per esempio, diversi legni provenienti da foreste millenarie non costano di più di legni similari di casa nostra.
Spesso il taglio illegale si unisce alla pratica del “conflict timber” (o legno di guerra), quando il cui commercio di tronchi viene gestito da gruppi armati, da fazioni ribelli o da militari allo scopo di alimentare un conflitto. Partite di tronchi in cambio di armi. E spesso va assieme a violenze, massacri e gravi violazioni dei diritti umani.
L'Italia è un grande consumatore di legno e cellulosa. Ma non ha neppure uno strumento legislativo per combattere il traffico di legno illegale.
La mancanza di una legge che vieti il legno illegale rende possibile ogni mese lo scarico di migliaia di metri cubi di legname illegale. Perfino in presenza di prove che documentano la probabile origine illegale del legname, le stesse forze di polizia non possono agire. Mentre i CD pirata o le griffe falsificate vengono immediatamente sequestrate, il legno illegale gode della totale impunità, e perfino di protezione.
La soluzione al traffico di legno illegale c'è, ed è praticabile: ci vuole una legge chiara, che definisca in modo univoco che il legno illegale …è illegale.


Paraguay, gli allevatori saccheggiano la riserva dell'UNESCO PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Dicembre 2009 06:04
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È una Riserva di Biosfera dell’UNESCO, abitata da una tribù di Indios che ancora non sono entrati in contatto con la civiltà bianca, ma i bulldozer degli allevatori brasiliani continuano ad avanzare. La riserva si trova nella regione del Chaco, in Paraguay, ed è la dimora degli Ayoreo-Totobiegosode, l’unica tribù incontattata rimasta in Sud America al di fuori del bacino amazzonico.

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Birmania: l'armonia del teak illegale PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Novembre 2009 06:24
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Malgrado il calo del traffico illegale di legname tra la Birmania e la Cina dal 2005 a questa parte, il contrabbando continua senza sosta. Il nuovo rapporto di Global Witnes, A Disharmonious Trade (un commercio senza armonia), si basa anni di ricerche sul campo nello stato a etnia cinese del Kachin State, lungo il confine sino-birmano.
I dati indicano un calo del 70 per cento del commercio transfrontaliero. Malgrado ciò, ogni anno 270.000 metri cubi di tronchi e 170.000 metri cubi di segati, passano la frontiera, nel 90 per cento dei casi in modo illegale.

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WWF: il taglio illegale torna in Madagascar PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Ottobre 2009 06:09
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I lemuri del Madagascar rischiano di finire tutti in pentola. Tornano infatti i taglialegna illegali, a caccia di legni preziosi, grazie a un cavillo che consente di riprendere le esportazioni di legname grezzo e semilavorato.
Lo denuncia il WWF, che sottolinea i rischi legati alla autorizzazione recentemente rilasciata dal governo di transizione del Madagascar. "In pratica legalizza la vendita del legno prelevato illegalmente (...) e rappresenta un incentivo alla corruzione nel settore forestale" fanno sapere in un comunicato WWF, Conservation International e World Conservation Society (WCS).

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Greenpeace: pace fatta con gli allevatori PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Ottobre 2009 18:18
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I giganti brasiliani della carne e della pelle - JBS/Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig - si sono impegnati a fermare la deforestazione in Amazzonia. Nel corso della conferenza stampa a San Paolo del Brasile, hano annunciato la messa al bando l'acquisto di capi di bestiame provenienti da aree recentemente deforestate, e l'adozione di standard ambientali e sociali che assicureranno che i propri prodotti non provengano da allevamenti o mattatoi responsabili di fenomeni come la deforestazione, l'occupazione di territori indigeni e forme di lavoro schiavile.

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Baikal: proteggere il Grande Lago della Siberia PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Ottobre 2009 06:23
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Le associazioni ambientaliste siberiane hanno finalmente ottenuto la chiusura della discussa cartiera di Baikalsk, che per deenni ha riversato nelle cristalline acque del Lago Baikal 100.000 metri cubi di scarichi tossici al giorno.
Il Baikal è il lago più profondo del mondo, oltre 1.500 metro di profondità. La sua enorme massa d'acqua fino ad oggi ha compensato l'inquinamento, ma una volta compromesso, saranno necessari secoli prima che le sue acque completino il ricambio.
La Continantal Management, l'impresa che controlla la cartiera, sta ora tentando di ottenere dal governo ulteriori fondi per rinnovare gli impianti e riprendere la produzione, tenendo in ostaggio i 1.400 lavoratori appena lincenziati e privi di alternative. L'economia della zona era stata basata sullo sviluppo della cartiera, mentre è necessario sviluppare un piano di sviluppo basato su tecnologie verdi.
Le associazioni del Baikal chiedono proprio un piano di sviluppo territoriale basato sul turismo e su energie rinnovabili. E la definitiva chiusura della cartiera.

 

 
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