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Legno illegale
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Un affare da 150 miliardi di dollari. Imprese senza scrupoli saccheggiano illegalmente le foreste aggrediscono le comunità locali minacciano specie animali a rischio di estinzione.
Il legno illegale è quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali. Il commercio di legno illegale, oltre ad essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo impedisce uno sfruttamento sostenibile delle foreste perché risulta troppo caro sul mercato. Per esempio, diversi legni provenienti da foreste millenarie non costano di più di legni similari di casa nostra.
Spesso il taglio illegale si unisce alla pratica del “conflict timber” (o legno di guerra), quando il cui commercio di tronchi viene gestito da gruppi armati, da fazioni ribelli o da militari allo scopo di alimentare un conflitto. Partite di tronchi in cambio di armi. E spesso va assieme a violenze, massacri e gravi violazioni dei diritti umani.
L'Italia è un grande consumatore di legno e cellulosa. Ma non ha neppure uno strumento legislativo per combattere il traffico di legno illegale.
La mancanza di una legge che vieti il legno illegale rende possibile ogni mese lo scarico di migliaia di metri cubi di legname illegale. Perfino in presenza di prove che documentano la probabile origine illegale del legname, le stesse forze di polizia non possono agire. Mentre i CD pirata o le griffe falsificate vengono immediatamente sequestrate, il legno illegale gode della totale impunità, e perfino di protezione.
La soluzione al traffico di legno illegale c'è, ed è praticabile: ci vuole una legge chiara, che definisca in modo univoco che il legno illegale …è illegale.


Torbido mercato del legno PDF Stampa E-mail
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Dopo aver denunciato per anni le commistioni tra commercio internazionale di legname, illegalità, corruzione e conflitti armati, l'associazione britannica Global Witness lancia una "campagna per la trasparenza" suggerendo alle imprese una serie di criteri indicatori per verificare la trasparenze delle operazioni economiche nei paesi più a rischio. Dalla presenza di una legge sul diritto all'informazione, alla presenza di gare di appalto pubbliche per le concessioni.

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APP: trent'anni di crimini forestali PDF Stampa E-mail
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Cosa hanno in comune le piantagioni di olio di palma e quelle di acacia? Quasi tutto, a cominciare dai crimini forestali. E il principale responsabile: il conglomerato industriale indonesiano Sinar Mas - APP, che controlla entrambi i settori, ed espande le proprie piantagioni scacciando comunità indigene, distruggendo gli ultimi habitat dell'orangutan e della tigre di Sumatra, distruggendo uno degli ultimi paradisi tropicali e minacciando il clima globale.

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Isole Salomone: il taglio illegale la fa sempre franca PDF Stampa E-mail
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Il governo delle Isole Salomone si arrende al saccheggio illegale delle foreste. Colta nel fatto mentre tentava di esportare con falsa licenza sette container zeppi di tronchi, la compagnia asiatica Chung Sol non sarà sanzionata, ma "messa sull'avviso. L'associazione Transparency Solomon Islands (TSI) ha definito irresponsabile la decisione.

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Russia: "vogliamo la guardia demaniale" PDF Stampa E-mail
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Greenpeace Russia ha chiesto al presidente russo il ripristino degli investigatori forestali, per proteggere la più grande foresta al mondo.  Dmitri Medvedev ha ricevuto una petizione di oltre 42.000 firme per il ripristino nella Federazione la guardia forestale demaniale. "La mancanza di tutela nei boschi - recita il messaggio di Greenpaeace al presidente russo - ha portato alla crescita delle discariche, al disboscamento illegale, agli incendi incontrollati e ad espropri. Per proteggere le foreste, la Russia ha bisogno di conservare un presidio demaniale indipendente con un numero adeguato di ispettori". Insomma veri e propri agenti che difendano 'la Foresta delle Nevi', la più grande del mondo.

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Deforestazione illegale in Camerun, coinvolte le imprese italiane PDF Stampa E-mail
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Continua il taglio illegale delle foreste pluviali del Camerun. Tra i responsabili, anche due imprese italiane, il Gruppo SEFAC (Vasto Legno) e il Gruppo FIPCAM (Bruno spa), secondo quanto emerge da una tornata di ispezioni forestali effettuate tra il maggio e l'ottobre 2009.
Mentre il pacchetto europeo contro il legno illegale (FLEGT) esce azzoppato dall'ultima riunione del Consiglio dei Ministri Agricoltura della Commissione Europea, dal Camerun arrivano nuove evidenze sulla diffusione del taglio illegale.

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