![]() Un affare da 150 miliardi di dollari. Imprese senza scrupoli saccheggiano illegalmente le foreste aggrediscono le comunità locali minacciano specie animali a rischio di estinzione. Il legno illegale è quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali. Il commercio di legno illegale, oltre ad essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo impedisce uno sfruttamento sostenibile delle foreste perché risulta troppo caro sul mercato. Per esempio, diversi legni provenienti da foreste millenarie non costano di più di legni similari di casa nostra. |
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Green Film, il respiro della foresta. Il film racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata.












Dopo aver denunciato per anni le commistioni tra commercio internazionale di legname, illegalità, corruzione e conflitti armati, l'associazione britannica Global Witness lancia una "campagna per la trasparenza" suggerendo alle imprese una serie di criteri indicatori per verificare la trasparenze delle operazioni economiche nei paesi più a rischio. Dalla presenza di una legge sul diritto all'informazione, alla presenza di gare di appalto pubbliche per le concessioni.
Cosa hanno in comune le piantagioni di olio di palma e quelle di acacia? Quasi tutto, a cominciare dai crimini forestali. E il principale responsabile: il conglomerato industriale indonesiano
Il governo delle Isole Salomone si arrende al saccheggio illegale delle foreste. Colta nel fatto mentre tentava di esportare con falsa licenza sette container zeppi di tronchi, la compagnia asiatica Chung Sol non sarà sanzionata, ma "messa sull'avviso. L'associazione Transparency Solomon Islands (TSI) ha definito irresponsabile la decisione.
Greenpeace Russia ha chiesto al presidente russo il ripristino degli investigatori forestali, per proteggere la più grande foresta al mondo. Dmitri Medvedev ha ricevuto una petizione di oltre 42.000 firme per il ripristino nella Federazione la guardia forestale demaniale. "La mancanza di tutela nei boschi - recita il messaggio di Greenpaeace al presidente russo - ha portato alla crescita delle discariche, al disboscamento illegale, agli incendi incontrollati e ad espropri. Per proteggere le foreste, la Russia ha bisogno di conservare un presidio demaniale indipendente con un numero adeguato di ispettori". Insomma veri e propri agenti che difendano 'la Foresta delle Nevi', la più grande del mondo.
Continua il taglio illegale delle foreste pluviali del Camerun. Tra i responsabili, anche due imprese italiane, il Gruppo SEFAC (Vasto Legno) e il Gruppo FIPCAM (Bruno spa), secondo quanto emerge da una tornata di ispezioni forestali effettuate tra il maggio e l'ottobre 2009.
