 Un affare da 150 miliardi di dollari. Imprese senza scrupoli saccheggiano illegalmente le foreste aggrediscono le comunità locali minacciano specie animali a rischio di estinzione. Il legno illegale è quel legname prelevato o commercializzato in violazione alle leggi nazionali. Il commercio di legno illegale, oltre ad essere il frutto di pratiche forestali irresponsabili, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, la presenza sul mercato di stock di legname a basso prezzo impedisce uno sfruttamento sostenibile delle foreste perché risulta troppo caro sul mercato. Per esempio, diversi legni provenienti da foreste millenarie non costano di più di legni similari di casa nostra.
Spesso il taglio illegale si unisce alla pratica del “conflict timber” (o legno di guerra), quando il cui commercio di tronchi viene gestito da gruppi armati, da fazioni ribelli o da militari allo scopo di alimentare un conflitto. Partite di tronchi in cambio di armi. E spesso va assieme a violenze, massacri e gravi violazioni dei diritti umani.
L'Italia è un grande consumatore di legno e cellulosa. Ma non ha neppure uno strumento legislativo per combattere il traffico di legno illegale.
La mancanza di una legge che vieti il legno illegale rende possibile ogni mese lo scarico di migliaia di metri cubi di legname illegale. Perfino in presenza di prove che documentano la probabile origine illegale del legname, le stesse forze di polizia non possono agire. Mentre i CD pirata o le griffe falsificate vengono immediatamente sequestrate, il legno illegale gode della totale impunità, e perfino di protezione. La soluzione al traffico di legno illegale c'è, ed è praticabile: ci vuole una legge chiara, che definisca in modo univoco che il legno illegale …è illegale.
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il taglio illegale saccheggia l'Honduras |
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Lunedì 22 Febbraio 2010 07:00 |
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Il governo honduregno perde ogni anno tra i sei e gli otto milioni di dollari, e dei comuni intorno a 1,6 milioni di dollari in imposte non versate, derivanti dal commercio illegale del legname. Secondo IPS-Tierramérica, su 86 rapporti presentati negli ultimi tre anni dall'unità indipendente di monitoraggio forestale, solo 19 non ha riscontrato irregolarità. Tutti gli altri hanno documentato l'abuso di potere, la falsificazione della dei documenti, la corruzione nell'assegnazione dei permessi, il taglio in aree protette. oltre resto, adulterato relazioni tecniche, pressioni gruppi locali al fine di ottenere permessi di accesso, la registrazione nelle aree protette, frode fiscale e complicità.
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Indonesia: l'esercito dietro il taglio illegale |
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Lunedì 15 Febbraio 2010 07:03 |
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L'esercito indonesiano sarebbe coinvolto direttamente nel commercio di legno illegale, che sta distruggendo ampi tratti di foresta primaria pluviale lungo il confine indonesiano-malese del Borneo. "Personale militare, dai gradi più bassi fino ai comandanti territoriali sono stati coinvolti nel taglio illegale nelle aree di confine" afferma Tirta N. Mursitama, direttore del Center for East Asia Cooperation Studies (CEACoS) e coordinatore del team di ricerca.
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Torbido mercato del legno |
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Venerdì 05 Febbraio 2010 07:07 |
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Dopo aver denunciato per anni le commistioni tra commercio internazionale di legname, illegalità, corruzione e conflitti armati, l'associazione britannica Global Witness lancia una "campagna per la trasparenza" suggerendo alle imprese una serie di criteri indicatori per verificare la trasparenze delle operazioni economiche nei paesi più a rischio. Dalla presenza di una legge sul diritto all'informazione, alla presenza di gare di appalto pubbliche per le concessioni.
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APP: trent'anni di crimini forestali |
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Martedì 26 Gennaio 2010 09:52 |
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Cosa hanno in comune le piantagioni di olio di palma e quelle di acacia? Quasi tutto, a cominciare dai crimini forestali. E il principale responsabile: il conglomerato industriale indonesiano Sinar Mas - APP, che controlla entrambi i settori, ed espande le proprie piantagioni scacciando comunità indigene, distruggendo gli ultimi habitat dell'orangutan e della tigre di Sumatra, distruggendo uno degli ultimi paradisi tropicali e minacciando il clima globale.
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