 Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.
Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali). In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.
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Costa d'Avorio, le foreste umide di Tanoé minacciate dalla Unilever |
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Venerdì 27 Giugno 2008 12:52 |
Yamoussoukro, 27 giugno 2008 - Dal febbraio 2008 l'impresa agricola PALM-CI ha iniziato a prendere possesso dei 6.000 ettari di foresta umida per convertirli in piantagioni di palma da olio. L'impresa ha già completato il reticolo di canali che verranno utilizzati per il trasporto dei tronchi e quindi per il drenaggio della torba. Una volta prosciugata, la torba diviene idrorepellente, e inizia a ossidarsi, rilasciando in atmosfera grandissime quantità di carbonio.
Nel frattempo le comunità locali hanno annunciato la loro intenzione di difendere le loro terre tradizionali, occupate dalla PALM-CI. |
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Uno nuovo studio europeo sull'impatto del mercato del biodiesel sulla sicurezza alimentare |
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Venerdì 20 Giugno 2008 12:52 |
Brussels, 20 giugno 2008 - I capi di stato dell'Unione Europea hanno richiesto uno studio sull'impatto di una eventuale crescita delle importazioni europee di biodiesel.
Piantagioni per uso alimentare sono infatti sempre più impiegate per la produzione degli agrocarburanti. Questo fenomeno è anche dovuto alla scelta europea di accrescere la percentuale di biodiesel. Un nuovo documento riconosce ora la necessità di accurati studi sull'impatto delle scelte europee in tema di agrocarburanti.
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FERN: i biocarburanti minacciano le foreste |
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Martedì 10 Giugno 2008 12:52 |
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Brusels, 10 giugno 2008 - L'associazione europea FERN avverte il Parlamento Europeo: la proposta di aumentare al 10% l'uso di biocarburanti minaccia direttamente le foreste tropicali.
Il rapporto sulla direttiva sulle energie rinnovabili, recentemente presentato alla commissione industria ricerca e energia del Parlamento Europeo, ha recepito le preoccupazioni espresse dalle associazioni ambientaliste, e ha suggerito l'abbassamento dell'obiettivo dal 10% all'8% nell'impiego di biocarburanti. In realtà anche l'8% rischia di provocare una immediata impennata della domanda di prodotti agricoli quali la soia e l'olio di palma, già in competizione con il mercato alimentare e con la crescente domanda energetica dei paesi asiatici emergenti. Intanto preziose foreste e torbiere continuano a essere distrutte per fare spazio alle piantagioni, con il conseguente rilascio di massicce quantità di CO2. |
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Mercoledì 28 Maggio 2008 12:52 |
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Coverciano, 28 Maggio 2008 - Arriva la nazionale degli ultimi oranghi del Borneo. Undici attivisti di Greenpeace travestiti da oranghi - in uniforme da calcio - hanno fattto visita agli Azzurri. Hanno anche offerto loro una colazione alternativa: la crema al cioccolato e nocciole Deforestazione zero" che non distrugge la foresta pluviale indonesiana e non minaccia gli habitat degli oranghi. Nutella, infatti, sponsor ufficiale degli Azzurri, è fatta con l'olio di palma la cui produzione sta causando una crescente deforestazione nel Sud Est asiatico e un'accelerazione del cambiamento climatico. L'"allenatore" degli oranghi è stato accolto da Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale italiana."
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