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Biocarburanti e biodiesel
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Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.

Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali).
In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.


Greenpeace denuncia: crimini forestali in Indonesia PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Marzo 2009 06:33
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Una ventina di attivisti indonesiani di Greenpeace hanno interrotto a Jakarta le operazioni della multinazionale della carta e dell'olio di alma Sinar Mas. Gli attivisti si sono incatenati alle uscite per protestare contro la distruzione delle foreste pluviali indonesiane, e hanno aperto uno striscione che accusa il gruppo Sinar Mas di "climine forestale e climatico". L'impresa ha fatto intervenire la polizia, che ha reagito con particolare violenza. 
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Cile, le ombre lunghe dei biocarburanti PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Febbraio 2009 05:00
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Santiago del Cile, 27 febbraio 2009 - Per anni le preziose foreste costiere del Cile sono state abbattute per rifornire di trucioli l'industria cartaria giapponese. Poi è stata la caccia più o meno illegale al prezioso legno dell'alerce a minacciare una delle ultime foreste pluviali temperate del pianeta. Ora le foreste cilene potrebbero tornare a far trucioli, questa volta per soddisfare la crescente fame di energia. 
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Biocarburanti: l'agricoltura si espande ai danni delle foreste PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Febbraio 2009 06:15
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Oltre la metà dell'espansione agricola tra il 1980 e il 2000 è stata a spese delle foreste naturali, mentre un altro 30 per cento ha sostituito foreste già disturbate. E' quanto emerge da una ricerca della Stanford University, presentata in occasione del meeting dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS) tenutosi sabato scorso a Chicago. 
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Foreste torbiere: l'Indonesia si rimangia gli impegni PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Febbraio 2009 06:13
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Jakarta, 19 febbraio 2009 - Il governo indonesiano ha annunciato che riaprirà le foreste torbiere alla conversione in piantagioni di olio di palma, rimuovendo il bando in vigore dal dicembre 2007.
Secondo Greenpeace, le foreste torbiere dell'Indonesia sono uno dei più vasti depositi di carbonio al mondo, pari a 37,8 miliardi di tonnellate di carbonio. 
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Papua Nuova Guinea: La Banca Mondiale vuole espandere le piantagioni di palma da olio PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Febbraio 2009 06:11
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Un nuovo prestito di 27,5 milioni di dollari, per promuovere l'espansione delle piantagioni di olio di palma. Ai danni delle foreste. Si chiama "Small Holder Agriculture Development Project" (SADP) e è destinato a erodere ampie fette di una delle più ricche foreste tropicali. Il progetto, presentato come essenziale alla riduzione della povertà, rischia di avere l'effetto opposto, legando la vita i villaggi rurali alle fluttuazioni dei prezzi dell'olio di palma sui mercati internazionali.
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