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Biocarburanti e biodiesel
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Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.

Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali).
In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.


Olio di palma sostenibile? Secondo il WRI si può PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Aprile 2009 06:23
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Un nuovo modello sostenibile potrebbe permettere ai produttori di olio di palma di continuare a espandere la produzione senza distruggere preziose foreste: è la proposta del gruppo statunitense World Resources Institute. La crescita della domanda di olio di palma, tanto per l'industria alimentare che per il nuovo comparto dei biocarburanti, ha portato a un'improvvisa fame di terra, che si è tradotta in un'impennata nella conversione di foreste naturali. Questo è particolarmente evidente nel Sud-est asiatico, dove milioni di ettari di foreste torbiere sono stati abbattuti e drenati, con un conseguente aumento delle emissioni di carbonio, oltre all'impatto sulla biodiversità, sulle specie protette, sul sistema idrico e sulle popolazioni locali. Un dramma locale, di proporzioni globali.
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Il mercato del carbonio insidia le foreste il clima. Un rapporto di Greenpeace PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Marzo 2009 06:11
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Se vogliamo fermare il riscaldamento del pianeta, dobbiamo far sì che sia costoso e antieconomico emettere gas serra. E dobbiamo rendere più conveniente proteggere le foreste dell'Amazonia, del Congo o dell'Indonesia, piutosto che abbatterle. Al contrario, includere le misure per la protezione delle foreste nel mercato dei crediti di carbonio rischia di svalutare il loro valore del 75 per cento. E' quanto emerge dal rapporto commissionato da Greenpeace al think-tank neozelandese Kea 3. La svalutazione dei crediti di carbonio farebbe svanire nel nulla miliardi milioni di dollari di investimenti nelle tecnologie a basso impatto climatico nei paesi in via di sviluppo. India, Cina e Brasile troverebbero pochi incentivi a indirizzare il loro crescente sviluppo verso tecnologie pulite.
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La Shell investe in biocarburanti e abbandona le energie rinnovabili PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Marzo 2009 06:35
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Il gigante Petrolifero Shell ferma gli investimenti nell'energia solare e nell'eolico e si butta sui biocarburanti. Lo ha annunciato la Shell stessa presentando la propria strategia di investimento: optando per un maggiore focus, la multinazionale energetica ha deciso di puntare tutto sui biocarburanti.
Attualmente la Shell produce 550 megawatt di energia eolica, ma il progetto non sembra aver attratto investitori. Forse anche perché la Shell non sembra averli presi sul serio: in cinque hanno ha investito appena 1,7 miliardi di dollari in progetti di energia rinnovabile, circa l'un per cento dei propri investimenti (e un millesimo del proprio budget). Questi piccoli progetti avevano però occupato uno spazio enorme nelle pubblicità dell'impresa.
 
Numerosi studi avvertono come l'espansione dei biocarburanti rischia di aumentare le emissioni di gas serra, dovute alla conversione di foreste e torbiere in piantagioni di soia, palma da olio, cassava o canna da zucchero.
Ma la Shell va dritta all'obiettivo, e Linda Cook, dirigente della compagnia, ha chiaramente escluso la prosecuzione di progetti sulle energie rinnovabili: "Stiamo guardando ai biocarburanti come più vicini a quello che facciamo alla Shell". Insomma, un prodotto molto più simile al petrolio. 
 
 

 
Olio di palma contro i diritti umani. L'Onu critica l'Indonesia. PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Marzo 2009 06:32
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Secondo l'Onu l'espansione delle piantagioni di palma da olio non rispetta i diritti dei popoli indigeni. Lo ha dichiarato  il Comitato dell'Onu per l'Eliminazione della Discriminazione razziale.
La distruzione delle foreste per farne piantagioni priva le comunità indigene della propria terra e delle risorse essenziali alla sopravvivenza. Il Comitato ha anche espresso preoccupazione verso una possibile inclusione delle piantagioni nel processo REDD, volto a contrastare le emissioni di carbonio proteggendo le foreste.
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Il prezzo nascosto della benzina verde PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Marzo 2009 06:27
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Uno studio della Stanford University avverte: attenti ai combustibili verdi. In parti colare lo studio si rivolge al bilancio di carbonio dei prodotti come i biocarburanti prodotti in agricoltura come gli oli di soia e di palma. "il fatto è che questi biocarburanti di origine agricola finiranno con l'aumentare le emissioni di gas serra" spiega Holly Gibbs, il ricercatore che ha presentato lo studio in occasione dell'incontro annuale dell'American Association for the Advancement of Science.
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