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Biocarburanti e biodiesel
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Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.

Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali).
In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.


L'Indonesia aumenta ancora la deforestazione per le piantagioni di palma da olio PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Febbraio 2010 07:57
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Mentre il governo indonesiano annuncia ambizioni piani di riduzione delle emissioni di gas serra, il Ministro delle Foreste ha annunciato un nuovo regolamento che consente la conversione delle concessioni forestali in piantagioni di palma da olio. Il regolamento è destinato ad accelerare la deforestazione, che contribuisce massicciamente alle emissioni di gas serra da parte dell'Indonesia.
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Il Perù cede alla palma da olio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2010 06:18
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Il governo peruviano ha allocato 7.000 ettari di foreste alla Agropecuaria del Shanusi Company, una controllata del gruppo Romero il gigante del comparto agroalimentare, affinché li converta in piantagioni di palma da olio.
Le piantagioni sono state dichiarate "interesse nazionale" allo scopo di stroncare eventuali proteste.

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Uganda: piantagioni nel mezzo della foresta protetta PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Febbraio 2010 06:50
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La riserva forestale protetta dell'Isola di Bugala, nel Lago Vittoria, rischia di essere convertita in piantagioni di palma da olio. La compagnia keniota BIDCO fa da anni pressione sul Ministero dell'Ambiente affinché rilasci i permessi per abbattere la vegetazione e stabilire la piantagione. Fino ad oggi il progetto è stato fermato da considerazionei di carattere ambientale: deforestazione, sedimentazione e perdita di biodiversità. Ma secondo Mongabay, il Ministro dell'Agricoltura Hope Mwesigye ha scritto al Ministro dell'Ambiente chiedendo il rilascio dei permessi.

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L'Unione Europea: deforestare è ecologico PDF Stampa E-mail
Martedì 09 Febbraio 2010 07:27
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La Commissione Europea progetta di definire "foreste" le piantagioni finalizzate alla produzione di olio di palma, allo scopo di promuovere come sostenibile il discusso biodiesel. E' quanto emerge da una bozza di comunicazione europea resa nota da Friends of the Earth. Ma secondo l'ONU, la rapida espansione delle piantagioni di palma da olio è divenuta la principale cause di deforestazione in Malesia e Indonesia.

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L'Università di Göteborg: il mercato del carbonio non salverà le foreste PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Gennaio 2010 06:41
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Le strategie per combattere il clima sono destinate a creare disincentivi ma anche nuovi incentivi alla distruzione delle foreste tropicali. E' quanto emerge da un nuovo studio dell'Università di Göteborg.
Mentre lo schema sviluppato dall'Onu (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation  - REDD) offrirà incentivi alla protezione delle foreste, le politiche basate sul commercio dei crediti di carbonio e sugli incentivi a biocarburanti e biomasse renderanno vantaggiosa l'espansione delle piantagioni, alzando il valore dei suoli e rendendo più difficile (e più onerosa) la protezione delle foreste tropicali.

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