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Biocarburanti e biodiesel
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Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.

Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali).
In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.


Greenpeace: Oranghi contro Unilever PDF Stampa E-mail
Venerdì 21 Marzo 2008 12:52
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Roma, 21 marzo 2008 - Gli oranghi di Greenpeace hanno bloccato l'ingresso della sede Unilever, la multinazionale che sta dietro il marchio Dove. Gli attivisti hanno steso uno striscione con il messaggio Dove distrugge la foresta per l'olio di palma" e hanno scaricato davanti all'entrata dell'edificio una saponetta gigante. A completare il blitz le grida degli oranghi diffuse con un amplificatore."
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Foreste e clima: accordo tra Australia e Papua Nuova Guinea PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Marzo 2008 12:52
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Sydney, 16 marzo 2008 - I governi di Australia e Papua Nuova Guinea annunciano un accordo volto a combattere l'effetto serra proteggendo le foreste.
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Multinazionale dell'olio di palma ammette di aver agito illegalmente PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Febbraio 2008 12:52
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Amsterdam, 8 febbraio 2008 - Il colosso dell'olio di palma ammette di aver violate le proprie stesse regole, e promette di migliorare le proprie pratiche nelle piantagioni della regione di Sambas, in Indonesia.
Le violazioni riguardano le pratiche dell'acquisizione dei terreni, le compensazioni alle comunità locali e le violazioni della valutazione di impatto ambientale.
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Biodisel: l'Europa ci ripensa, ma non rimedia PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Gennaio 2008 12:52
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14 gennaio 2008 - Le piantagioni di palma da olio si allargano ai danni delle foreste naturali. E l'Unione Europea ammette di non aver previsto che indicando l'obiettivo di un 10% di biodisel, si incrementa la deforestazione, ed il rilascio in atmosfera di gas serra, aumentando indirettamente, l'effetto serra, oltre a minacciare la sicurezza alimentare nei paesi del Sud, minacciati direttamente dall'aumento dei prezzi dei cereali.
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Greenpeace a Bali: non friggete il clima PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Dicembre 2007 12:52
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3 dicembre 2007. Un gigantesco termometro per ricordare ai grandi della terra il pericolo per il clima globale. Non friggete il clima, riducete le emissioni, proteggete le foreste" è il messaggio lanciato dall'associazione ambientalista. "I governi devono uscire dalla routine e accettare l'emergenza: è necessario proteggere le foreste e le torbiere, la cui distruzione provoca un immenso rilascio di CO2, e ridurre drasticamente le emissioni di CO2 nella produzione di energia di almeno il 30% entro il 2020 e dell'80% entro il 2050" ha dichiarato Stephanie Tunmore di Greenpeace International. "Vogliamo vedere un impegno anche da parte dei paesi emergenti" gli ha fatto ecco Yang Ailun di Greenpeace Cina".


 
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