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Biocarburanti e biodiesel
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Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.

Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali).
In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.


Biocarburanti. Fai un pieno d'estinzione! PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Settembre 2011 09:01
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Fai un pieno di diesel in Europa e, senza saperlo, diventi complice dei cambiamenti climatici, della deforestazione e dell’estinzione della tigre di Sumatra! Un rapporto di Greenpeace mostra come il diesel europeo viene regolarmente miscelato con i biocarburanti più dannosi per le foreste, cioè quelli prodotti da colza, soia e olio di palma. La produzione di biocarburanti, infatti, può accelerare i fenomeni di deforestazione, a causa del cambio indiretto dell'uso dei suoli. Facciamo un esempio: quando questo processo coinvolge terre già destinate all'uso agricolo, si verifica la necessità di "spostare" la produzione agricola altrove. Purtroppo, troppo spesso questo accade a scapito delle foreste e comporta un ulteriore aumento delle emissioni di gas serra prodotto dalla degradazione di estese aree verdi.

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Colombia: l'olio di palma il biologico che non convince PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Aprile 2011 09:36
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L'espansione delle piantagioni di olio di palma si è rivelata una vera e propria piaga del decennio. Foreste incontaminate vengono abbattute mettendo a rischio specie come l'orango e la tigre, immensi pozzi di carbonio come le torbiere vengono distrutti, mentre alle comunità contadine vengono sottratte le terre di cui vivono. Dall'Indonesia al Congo, dalla Malesia alla Colombia, le ruspe della monocoltura avanzano. Dietro di loro, l'industria alimentare, quella dei cosmetici e il nuovo business del cosiddetto biodiesel. Non stupisce che imprese senza scrupoli abbiano dato il via a una vera e propria corsa ai terreni, per accaparrarsi una delle risorse strategiche dei prossimi decenni. Ma tra queste figurino marchi del biologico, è davvero una brutta sorpresa.

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I biocarburanti occupano l'America Centrale PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Marzo 2011 09:31
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Un rapporto di ActionAid, Meals per gallon, dal 2008 mette iin guardia su un aspetto poco consosciuto dei biocarburanti: la distruzione delle foreste, l'espropriazione delle colture alimentari di sussistenza e la concentrazione della proprietà terriera.
La coltura principale del Guatemala, dopo il caffè, è la canna da zucchero. La canna da zucchero occupa il 28,4 per cento dei terreni coltivabili, stando all'ultimo censimento agricolo nazionale, tenutosi nel 2003. Ma il 40 per cento dei terreni agricoli sono adatti a questa coltura, che minaccia di espandersi prepotentemente.

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Georgia: Il bio-etanolo fa acqua PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Gennaio 2011 09:30
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Il primo impianto su larga scala per la produzione di etanolo, aperto quattro anni fa in Georgia, negli Stati Uniti, chiude i battenti. Una volta prodotto il primo lotto di etanolo da cellulosa, utilizzato per produrre biocarburante, la Range Fuels di Soperton ha fermato la produzione e licenziato di dipendenti. Nel 2007 la Range Fuels aveva aperto lo stabilimento a nel Treutlen County, nel centro della produzione di legname della Georgia. Era il primo impianto nel paese per la produzione di etanolo cellulosico.

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Eureka! SunPine produce diesel abbattendo alberi PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Dicembre 2010 09:37
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Lo scorso maggio è stato inaugurato a Piteå, nel nord della svezia l'impianto della SunPine, finalizzato alla produzione di diesel distillato dal legno del pino. La SunPine, che produce biocarburanti di seconda generazione, ha presentato il nuovo prodotto "dal bosco alla ruota". Il prodotto di punta è un diesel greggio di fascia alta. Un ulteriore processo di raffinazione, compreso il trattamento di idrogenazione, converte il greggio SunPine diesel di facia alta. La produzione presso lo stabilimento nuovo SunPine a Piteå iniziato nel prossimo aprile. "Il nostro obiettivo è di produrre 100.000 metri cubi di greggio alto diesel all'anno," ha annunciato Magnus Wikman, della SunPine.

 
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