 Il biodiesel, o biocarburante, è nato da un sogno: trasformare gli scarti agricoli in combustibile. Ma quando si è scoperto che i biocombustibili sono il più economico sostituto del petrolio, è iniziata la corsa alle piantagioni, e il sogno si è trasformato in un incubo. il biodiesel è diventato un temibile oro liquido, capace di divorare ogni anno un milione di ettari di foresta.
Il biodiesel è un prodotto dell'agricoltura, quindi il buon senso vorrebbe che sia rinnovabile. Ma non è così, per il semplice fatto che i terreni agricoli sono ormai esauriti, e per avere grandi coltivazioni a scopo energetico, non ci sono che due alternative: distruggere le ultime foreste rimaste per dissodare nuove terre, o togliere terreno alle coltivazioni per uso alimentare, incrementando la fame nel mondo. La crescita della domanda di biodiesel sta portando a entrambi gli effetti.
Quando viene usato, il biodiesel emette meno carbonio del petrolio della comune benzina, ma ormai il danno l'ha già fatto: per fare posto alla monocoltura della soia in Sud America, le multinazionali dell'agrobusiness ADM, Bunge e Cargil hanno distrutto ampie fasce di foresta amazzonica e di Cerrado (savana abustiva tropicale che costeggia la foresta amazzonica, essenziale a numerose specie animali). In Indonesia e Papua Nuova Guinea sono le imprese malesi a drenare le foreste palustri e torbiere, per poi incendiarle e quindi farne piantagioni di palma da olio, mentre milioni di tonnellate di torba vanno in fumo, immettendo in atmosfera quantità immense di carbonio: è stato calcolato che, per questo l'Indonesia è diventata il quarto paese per emissioni di gas serra. Anche in Africa la palma da olio inizia a assediare le foreste pluviali.
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Non si ferma il boom dei pellet |
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Giovedì 10 Novembre 2011 09:13 |
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Secondo uno studio condotto dalla Hawkins Wright, circa 2,5 milioni di tonnellate di pellet sono stati importati in Europa nel 2010, circa il 40% in più rispetto al 2009, e gli esperti prevedono che il commercio internazionale dei pellet di legno continuerà a crescere nei prossimi anni. La Pöyry Management Consulting prevede flussi commerciali transcontinentali per un volume di 18 milioni di tonnellate di pellet all'anno nel 2020.
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Belgio: l'olio di palma sostenibile è pubblicità ingannevole |
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Martedì 04 Ottobre 2011 07:22 |
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Una sentenza dell'agenzia Belga di controllo della pubblicità ha vietato un annuncio pubblicato dal Consiglio Malese dell'Olio di Palma (MPOC) in quanto per le affermazioni fuorvianti circa la sostenibilità dell'olio di palma. La decisione del Jury d'Ethique Publicitaire (JEP) fa seguito a due precedenti decisioni nel Regno Unito sulle campagne pubblicitarie del MPOC, che rappresenta l'industria dell'olio di palma malese. Nel 2009 una pubblicità simile sempre del MPOC era stata fatta ritrare,, "olio di palma: La risposta verde", su ordine dell'Advertising Standard Authirity.
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Il mercato delle biomasse alimenta l'assalto alla terra |
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Martedì 20 Settembre 2011 09:03 |
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La costruzione di centrali a biomassa sta facendo lievitare le importazioni europee di legname dalle foreste del sud mondo. Di fronte a una previsione di crescita del 600% del fabbisogno di legno, alcuni operatori del settore hanno iniziato ad acquistare terreni in Africa, America Latina e Asia per creare piantagioni di alberi. Corea del Sud, Mozambico, Cambogia e Indonesia rappresentano le aree nelle quali si sono concentrati gli interessi delle multinazionali.
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Biocarburanti. Fai un pieno d'estinzione! |
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Martedì 13 Settembre 2011 09:01 |
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Fai un pieno di diesel in Europa e, senza saperlo, diventi complice dei cambiamenti climatici, della deforestazione e dell’estinzione della tigre di Sumatra! Un rapporto di Greenpeace mostra come il diesel europeo viene regolarmente miscelato con i biocarburanti più dannosi per le foreste, cioè quelli prodotti da colza, soia e olio di palma. La produzione di biocarburanti, infatti, può accelerare i fenomeni di deforestazione, a causa del cambio indiretto dell'uso dei suoli. Facciamo un esempio: quando questo processo coinvolge terre già destinate all'uso agricolo, si verifica la necessità di "spostare" la produzione agricola altrove. Purtroppo, troppo spesso questo accade a scapito delle foreste e comporta un ulteriore aumento delle emissioni di gas serra prodotto dalla degradazione di estese aree verdi.
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