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Brasile: sicari danno fuoco a villaggio indigeno

Secondo quanto riportato da Survival, lo scorso 24 giugno alcuni sicari hanno attaccato e incendiato il villaggio di una comunità guarani nel Brasile sud occidentale. Secondo i primi resoconti un bambino di un anno sarebbe morto nel rogo appiccato dai sicari, ma la notizia non è stata ancora confermata. Nel frattempo, i Guarani sono fuggiti dall’area, e hanno denunciato la scomparsa di due ragazze e un ragazzo. Leggi tutto...

Stati Uniti: dalla Russia legno illegale

Il Dipartimento di Giustizia nordamericano si appresta presentare nuovi capi di accusa contro il produttore di parquet "Lumber Liquidators", accusato di importare pavimenti di provenienza illegale. E' la prima volta che le autorità statunitensi aprono un caso su legname di origine boreale o temperata: fino ad oggi avevano le loro indagini sul legno illegale di origine tropicale, mentre questa volta invece il legname proviene da specie di latifoglie temperate comuni della Russia.

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Indonesia: la APRIL ferma la deforestazione

Il secondo gigante cartario dell’Indonesia ha annunciato oggi una moratoria immediata sull’abbattimento delle foreste naturali. Dopo anni di conflitti ambientali e sociali, la Asia Pacific Resources International Limited (APRIL) ha annunciato la fine della deforestazione, insieme con una serie di misure volte a migliorare la sua policy forestale.

Le associazioni ambientaliste, con toni diversi, accolgono la positivamente il passo della APRIL, ma restano prudenti, in attesa di verificare come la nuova policy sarà attuata sul campo, e hanno suggerito alcuni temi da approfondire in sede di attuazione.
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Canada: le foreste boreali salvano gli uccelli di mezzo mondo

Un nuovo rapporto rivela il ruolo unico delle foreste boreali del Nord America nell’assicurare la più zona di riproduzione di avicola, offrendo a numerose specie di uccelli americani le migliori possibilità di combattere di sopravvivere alla doppia minacce della perdita di habitat e del cambiamento climatico. Questo è il motivo per cui, secondo il rapporto, almeno la metà della foresta boreale deve essere rapidamente posta sotto protezione e preservata dall’avanzata dello sviluppo industriale. Leggi tutto...

Canada: incendi forestali fuori controllo, tra i pozzi petroliferi

Gli incendi boschivi in ​​Alberta, Canada, sono ormai fuori controllo. Secondo fonti governative, settanta incendi sono ormai estesi su 17.500 ettari di foreste. 19 di questi incendi  sono oramai fuori controllo. Le fiamme si stanno avvicinando numerosi impianti di estrazione di sabbie bituminose, e mentre le compagnie minerarie evacuano gli impianti, con un calo generale della produzione di altre il 15 per cento, il rischio di incendio del bitume si fa sempre più alto.

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Canada e Russia campioni di deforestazione

Fino a pochi anni fa, paesi tropicali come l'Indonesia e il Brasile erano identificati come i principali responsabili della deforestazione. Ma secondo l’analisi di nuovi dati elaborati dal Global Forest Watch, la deforestazione sta progressivamente diminuendo ai tropici, mentre è in rapido aumento nell'emisfero boreale, in particolare in Russia, Canada e Stati Uniti.
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Biscotti Gentilini, senza più olio di palma

Gentilini dice addio all'olio di palma nei biscotti e in altri prodotti alimentari a proprio marchio. Quello dell'olio di palma nei prodotti alimentari negli ultimi tempi rappresenta un problema molto discusso non soltanto da parte dei cittadini e degli ambientalisti. Le aziende stanno dando inizio a un cambio di rotta. Tra queste, la Gentilini, che attraverso la propria pagina Facebook ha annunciato il cambio di policy: "Voi avete parlato e noi vi abbiamo ascoltato. È ufficiale: nei nostri prodotti NON è più presente l'olio di palma. Condividete questo post per far sapere a tutti che Gentilini è amica della salute e dell'ambiente! Tradizione e qualità dal 1890!" – ecco il messaggio comparso negli ultimi giorni sulla pagina Facebook di Gentilini Biscotti.

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Papua: l'olio di palma si mangia tutto

(Mongabay.com) C'è un detto nel settore indonesiano dell'olio di palma: Sumatra era ieri, Kalimantan è oggi, e Papua è domani. Questo domani potrebbe anche essere già arrivato. Un nuovo rapporto mette in luce la rapida espansione delle piantagioni di palma da olio nell’area della Nuova Guinea controllata dall’Indonesia. Leggi tutto...

Bangladesh: il taglio illegale dilaga nelle foreste di Bandarban

Le foreste di Bandarban sono vittima di taglio illegale su vasta scala, una rete che coinvolge perfino i funzionari forestali preposti alla loro protezione. Tra il 1981 e il 2012, migliaia di ettari di terreni presso Bandarban Sadar, Ruma, Thanchi e Roangchhari sono stati rimboschiti. Ma il paesaggio appare ora deserto. I cartelli con la scritta a "zona della foresta riservata", ono ancora lì, ma degli alberi, neppure l’ombra.

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WWF: in 11 regioni l’80 per cento della deforestazione mondiale

Sono undici are in tutto il mondo quelle in cui si concentra l’ottanta per cento della deforestazione. Dieci di queste si trovano ai tropici.Le aree a rischio sono l’Amazzonia, la foresta atlantica, Gran Chaco, le foreste del Borneo, il Cerrado, il Choco-Darien, il bacino del Congo, le boscaglie dell’Africa Orientale, l’Australia orientale, il Grande Mekong, la Nuova Guinea e Sumatra. Questi ecosistemi sono tra i più ricchi al mondo di fauna selvatica, e ospitano le specie in via di estinzione, come oranghi e tigri. Tutte queste aree sono essenziali per le popolazioni indigene che le abitano. Leggi tutto...

Quanti ancora?

Due omicidi a settimana. E’ il prezzo pagato per la difesa dell’ambiente. Secondo un rapporto recentemente pubblicato dal Global Witness “How many more?” (Quanti ancora?), sono almeno 116 gli attivisti ambientalisti che sono stati assassinati nel 2014, alcuni sono uccisi dalla polizia durante le proteste, gli altri abbattuti da sicari ignoti. Mentre le grandi compagnie cercano di impossessarsi di terreni sempre più vasti, ai danni delle comunità locali, delle foreste e di altri preziosi ecosistemi, gli ambientalisti pagano un prezzo altissimo per proteggere questi beni comuni. Leggi tutto...

Brasile, torna la deforestazione

E 'ufficiale: secondo fonti governative, la deforestazione in Amazzonia è in tornata ad aumentare, con un sensibile incremento rispetto all’anno scorso. L'Istituto per la ricerca spaziale (INPE) ha pubblicato i nuovi dati sulla base di analisi satellitare, che la deforestazione è stato il 63 per cento più alto nel 2014, rispetto all'anno precedente. Secondo l'organizzazione ambientalista Imazon, la distruzione delle foreste è stato molto più alta se si prende in considerazione il taglio selettivo e gli effetti degli incendi: 161 per cento in più rispetto all'anno precedente. Leggi tutto...

Colombia: sei indigeni uccisi da sicari ignoti

Almeno sei Indiani colombiani sono stati uccisi nei pressi delle loro case, nella Colombia occidentale. Secondo Survival, la sparatoria ha avuto luogo nelle comunità di Agua Bonita e Agua Clara, nella provincia di Cacua, giovedì 16 aprile. Gli esecutori restano sconosciuti.

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Trivelle d'Abruzzo

Abruzzo addio: petrolio, pozzi e trivelle su oltre due mila chilometri quadrati. E' quanto emerge dal rapporto "La costa delle Trivelle. Dati e numeri sulla deriva petrolifera abruzzese", presentato da WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU, FAI, CAI e ARCI , per presentare un quadro dell'espansione dello sfruttamento sul territorio della regione.

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Le tremule si seccano

I boschi di pioppo tremulo (Populus tremuloides) della fascia montuosa occidentale del Nord America rischiano di sparire, se non saranno drasticamente ridotte le emissioni di gas serra. E’ l’avvertimento degli scienziati dell'Università di Princeton. Uno studio recentemente pubblicato dalla rivista Nature Geoscience, analizza le ondate di siccità e di calore che hanno ucciso milioni di tremule nel Colorado e negli  stati limitrofi nel corso dell’ultimo decennio. Una moria che rischia di divenire routine, se le emissioni globali non saranno resto messe sotto controllo.

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Signora mia, non ci sono più le mezze stagioni

Germogli precoci in primavera e foglie ritardatarie, che in autunno si dimenticano di cadere. E poi steppe che rimangono verdi e savane che si seccano sempre di più. Stavolta non sono luoghi comuni, è scienza. Negli ultimi decenni i ritmi della natura sono cambiati. E’ quanto emerge da uno studio della Goethe-Universität di Francoforte, che ha compilato diverse serie di dati satellitari.

I cambiamenti identificati dallo studio non avranno impatti solo sulle aree naturali e sugli ecosistemi, ma sono destinati a cambiare l’agricoltura di tutto il mondo. Infatti si tratta dell’intero sistema di scambio di carbonio e di energia tra il suolo e l’atmosfera.

“Non c’è un angolo in tutto il pianeta che non sarà influenzato da questi cambiamenti", spiega l’autore della ricerca, Robert Buitenwerf.
Lo studio ha analizzato i dati satellitari tra il 1981 e il 2012 sulla base di 21 parametri che misurano l'attività della vegetazione, allo scopo di misurare la durata e l'intensità della crescita delle foreste, dalle conifere della fascia boreale, fino elle foreste pluviali nei tropici. Il risultato è preoccupante: su 54 percento della superficie

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Il Post-it non deforesta più

Dopo anni di campagne di Greenpeace e ForestEthics, la 3M, noto produttore dei 3M, ha annunciato una nuova policy che riduce al minimo i propri impatti sulle foreste, sugli animali e sui diritti umani. I prodotti e gli imballaggi a base di carta della 3M sono fabbricati utilizzando cellulosa e carta proveniente da tutto il mondo. La collaborazione con ForestEthics e Greenpeace, ha portato la 3M a rivedere tutti i propri rifornimenti di carta e di cellulosa in modo di assicurare che originino solo da fonti una una gestione responsabile delle forte e dal rispetto dei diritti umani.

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In pericolo le foreste a nord di Istanbul

Un emendamento alla legge forestale presentato nel 2014 (EK9) prevede il trasferimento gratuito dei diritti di operare nelle foreste a tutte le imprese vincitrici di gare d’appalto per la costruzione di strade e autostrade. L’emendamento mette in pericolo vaste aree boschive a nord della capitale, dove è prevista la costruzione di un nuovo aeroporto. “Così sacrificheremo le nostre foreste alla costruzione di alberghi, stazioni di rifornimento e ristoranti chin tutta l’area“ avverte İlhan Demiroz, deputato del principale partito di opposizione (CHP) e e membro della commissione parlamentare per le zone boschive.

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Brasile: i contadini fermano l'invasione di alberi transgenici

Il Movimento Sem Terra (MST), l’organizzazione brasiliana dei contadini che da anni si batte per una riforma agraria, ha occupato i locali in cui era prevista la riunione della Commissione Tecnica Nazionale per Biosicurezza. In questo modo il SMT ha impedito che la Commissione desse il via libera all’introduzione massiccia degli eucalipti transgenici nel paese. Nel frattempo, a Itapetininga, un migliaio di donne del movimento ha occupato gli impianti della principale impresa che promuove le piantagioni di alberi transgenici, la FuturaGene.

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Land-grabbing in Iran, Khamenei insorgeLand-grabbing in Iran, Khamenei insorge

L’Ayatollah iraniano Khamenei, dato per moribondo, è ricomparso in pubblico denunciare la distruzione delle foreste del paese. Secondo la massima carica religiosa, un vasto fenomeno di "land-grabbing" sta progressivamente devastando le risorse naturali: personaggi vicini ai funzionari governativi si impossessano dei terreni pubblici in una sorta di massiccia privatizzazione illegale, quindi distruggono foreste a ambienti montani.

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Indonesia: omicidio presso piantagione della APP

Venerdì scorso, un attivista indonesiano, Indra Kailani, di 23 anni, è stato ucciso dalle guardie di sicurezza dell'impresa PT. Wirakarya Sakti (WKS), consociata del gruppo cartario Asia Pulp & Paper (APP). Quel giorno, l'unione contadini locale (Serikat Petani Tebo) festeggiava il raccolto del riso, e Indra Kailani si stava recando alla festa, quando è stato fermato dalle guardie della  WKS. In seguito a un diverbio, l'attivista è stato picchiato, quindi legato e portato via. Quando il suo amico, che era fuggito, è tornato con 30 contadini, le guardie del posto di sicurezza hanno preteso di non sapere nulla. I contadini hanno allora allertato la polizia. Indra Kailani è stato ritrovato morto il giorno successivo in una foresta palustre nei pressi della piantagione, legato, imbavagliato e coperto di ferite.

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Sante felci d'appartamento

Gli scienziati della University of West of England (UWE Bristol) ritengono che l'Asplenium nidus (nota anche come lingua di cervo), una pianta d’appartamento assai comune nelle nostre case, giochi un ruolo fondamentale nella vita della biodiversità e degli ecosistemi delle foreste pluviali del pianeta. Il team di scienziati divide il proprio tempo tra le foreste pluviali del Borneo e il 'laboratorio naturale' del bioma forestale pluviale messo in piedi dall'Eden Project in Cornovaglia, e ci spiega come questa piccola felce può salvare le foreste pluviali da una minaccia incombente.

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Indonesia, la cartiera continua a saccheggiare le foreste

Greenpeace ha appena pubblicato un nuovo video che prova la massiccia deforestazione da parte del gigante cartario Asia Pacific Resources International Limited (APRIL). Il video è stato girato in Kalimantan, nella parte indonesiana dell'isola di Borneo, e mostra le ruspe della APRIL che distruggono sistematicamente la foresta pluviale.

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Governo brasiliano scoperto mentre viola la legge che protegge i diritti indigeni

Chiamato a giudicare sul conflitto tra la tribù indigena brasiliana dei Munduruku e il governo federale circa la costruzione di due dighe che inonderanno le terre rivendicate dalla tribù, un giudice federale ha stabilito che il governo deve pubblicare immediatamente il suo rapporto di delineazione del territorio della tribù che è stato tenuto nascosto per più di un anno. Sotto la pressione del governo e del presidente brasiliano Dilma Rousseff, lìagenzia indigena FUNAI e il Ministero della Giustizia si sono rifiutati di pubblicare ufficialmente il rapporto, bloccando così la demarcazione sancita dalla legge. Questo è il motivo per cui il popolo dei Munduruku ha deciso di avviare da sé la demarcazione della propria terra.

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Deforestazione zero, dove il trucco?

Circa un terzo del legname utilizzato dall'industria forestale in Indonesia nel 2014 proviene dall’abbattimento delle foreste pluviali o di altre fonti illegali, secondo uno studio pubblicato dal centro ricerche Forest Trends e dalla tre indonesiana Anti Forest-Mafia Coalition. Con le due principali imprese cartarie che vantano politiche di “Zero Deforestazione”, i conti non tornano. Secondo il rapporto, l’anno scorso, il legname di origine illegale ha superato di ben 20 milioni di metri cubi le forniture legali. Lo studio si basa sui dati del Ministero delle foreste, e sostiene che il paese non dispone di piagnoni abbastanza estese per allineare la capacità produttiva dell’industria.

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Il brutto, il buono e il cattivo

Foreste: chi sono i buoni e chi sono i cattivi? hi distrugge le foreste per vendere i propri prodotti, e chi le protegge con amore e cura? L’associazione ambientalista canadese Canopy presenta una classifica dei principali 500 operatori: governi, aziende, banche e amministrazioni. Foreste 500 identifica, classifica, e traccia i governi, le imprese e le istituzioni finanziarie di tutto il mondo che, insieme, potrebbero virtualmente eliminare la distruzione delle foreste tropicali.

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Indonesia, la APP sotto verifica

Asia Pulp & Paper (APP) ha pubblicato oggi il primo audit indipendente sull’applicazione della sua Politica di Conservazione Forestale(FCP). La valutazione, fatta dalla Rainforest Alliance, riporta che il gruppo APP ha fatto moderati progressi verso il raggiungimento dei propri impegni, ma non nasconde una lunga serie di mancanze che necessitano azioni urgenti.

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Carta canta

Da dove viene la carta? E qual’è il suo futuro? La carta è un elemento essenziale della nostra vita, come fare a poterne disporre senza privarne altri e soprattutto senza distruggerne la fonte, è una delle sfide di questo secolo. In Europa, Nord America e Cina so consuma più carta di quanta il pianeta sia in grado di sostenerne. Consumare di meno nei paesi più ricchi, per salvare le foreste e dare accesso alla carta nei paesi più poveri. Produrre carta senza impoverire le risorse del pianeta e senza spargere inquinanti.

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Indonesia: la cartiera si impegna, ma continua ad abbattere le foreste

Un anno fa, la APRIL, la seconda e discussa cartiera indonesiana, per riconquistare i propri clienti, si è impegnata a una nuova politica di gestione sostenibile delle foreste. La APRIL era infatti accusata di provocare terribili impatti ambientali e sociali, oltre che di minacciare il clima globale con il drenaggio delle torbiere, uno dei più rilevanti depositi di carbonio. Ma secondo le associazioni ambientaliste, a un anno dall'annuncio della nuova policy, i risultati sono ben miseri: la policy è insufficiente, inefficace e non viene neppure applicata. La deforestazione continua, così come i conflitti sociali. "A un anno dalla pubblicazione della policy, ancora non ne vediamo la rilevanza. Gli impegni non si rispecchiano nella realtà, e non resta che il mero business as usual ", sostiene Mulslim Rasyid, Coordinatore della rete ambientalista Jikalahari.

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Le foreste dell’Uganda svaniscono

Secondo una apposita commissione istituita dal parlamento ugandese, le foreste del paese sono minacciate da una crescente occupazione illegale, e ha accusato la l'Autorità Forestale Nazionale di lasciar fare. Ma secondo il direttore dell’Autorità Forestale, il problema è un altro: le foreste sono state cedute a investitori e imprese private, e l’Autorità Forestale ha sporto denuncia, ma non può intervenire senza un ordinanza giudiziaria.

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India, il ritorno della tigre

La popolazione di tigri è di nuovo in crescita in India: dai circa 1.400 esemplari censiti sette anni fa ai 2.226 del 2014, con un aumento quindi di oltre 800 esemplari. Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente indiano, Prakash Javadekar. All'inizio del 20o secolo il numero di questi felini in India era di circa 100.000, ma nel corso dei decenni si è registrato purtroppo un crollo verticale a causa del bracconaggio che alimenta il mercato illegale della medicina tradizionale cinese, fino ad arrivare ai 1.411 individui del censimento del 2008.

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L’Amazzonia vale oro

Una nuova "corsa all'oro" globale ha portato un drammatico aumento della deforestazione nelle foreste tropicali del Sud America. Questo è il risultato di uno studio pubblicato ieri su IOP Publishing Environmental Research Letters, che allerta verso il crescente impatto ambientale delle miniere d'oro nel bel mezzo dei più ricchi ecosistemi tropicali. Un team di scienziati dell'Università di Porto Rico ha dimostrato che tra il 2001 e il 2013, circa 1680 chilometri quadrati di foresta tropicale sono stati devastati in Sud America a causa dell’espansione delle miniere d'oro. Il 90 per cento della distruzione si concentra in quattro aree, e in gran parte nei pressi di aree protette.

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India: Incendi devastanti si divorano le foreste del Kashmir

Le fiamme infuriano nei distretti di Kehmil, Zangli e Karnah, nel Kashmir settentrionale, divorando alberi e piante medicinali, e minacciando la sopravvivenza delle tribù indigene che vivono ai piedi delle zone colpite. Malgrado gli abitanti locali abbiano prontamente informato le autorità dell’espandersi delle fiamme, gli interventi sono stati blandi e gli incendi continuando ad espandersi. "Un paio di ufficiali forestali sono venuti a controllare il fuoco, ma senza la necessaria attrezzatura sono riusciti a fare ben poco. Sono necessari invece macchinari appropriati e manodopera specializzata, i funzionari non sono riusciti a controllare gli incendi, che infuriano senza tregua," ha spiegato Mohammad Anwar, uno dei residenti, allaa stampa locale.

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Foreste e clima, le rivelazioni della NASA

Secondo un recente rapporto dell’agenzia spaziale statunitense, le foreste tropicali assorbono più anidride carbonica di molti scienziati pensavano, riferisce Science Daily. Lo studio stima che le foreste tropicali assorbono 1,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, su un assorbimento totale globale di 2,5 miliardi - più di quanta venga assorbita dalle foreste boreali di Canada, Siberia e in altre regioni del nord.

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Orsi e Lupi a Roma, tra scienza e letteratura

Un incontro oggi pomeriggio al Museo di Zoologia per parlare di orsi e lupi. Questi due abitanti dei boschi italiani sono i protagonisti di due libri,  "Selvaggia Susi" e "Orso marsicano - The spirit of the wood". Gli autori, Fabrizio Carbone, Roberto Isotti e Alberto Cambone ne parlano con  il Prof. Luigi Boitani, esperto di lupi e di fauna selvatica.

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L’ olio di palma, caterpillar di deforestazione

L'espansione delle piantagioni di palma da olio in Indonesia traina una ondata di deforestazione illegale che mina i tentativi di riforma del settore forestale del paese. Un nuovo rapporto pubblicato dall’Environmental Investigation Agency (EIA), rivela come la diffusa corruzione e una cattiva applicazione della legge sta generando un flusso di legname illegale, proveniente dall’allargamento delle piantagioni ai danni delle foreste pluviali. Il rapporto analizza una seria di casi studio, mettendo in luce le palesi violazioni delle procedure di autorizzazione e della legge forestale nel Kalimantan centrale, in Borneo.

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Legno illegale, arriva la legge

L'Italia ci ha messo quasi due anni a pubblicare il decreto attuativo delle legge europea sul legno illegale, ma alla fine ce l'ha fatta. Le associazioni ambientaliste Greenpeace, WWF, Terra! e Legambiente esprimono soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - avvenuta ieri sera - del decreto-legge che introduce in Italia i meccanismi necessari all’applicazione del Regolamento Europeo del Legno che proibisce l’immissione e il commercio in Europa di legno e prodotti derivati provenienti dal taglio illegale.

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Thailandia: nuovo piano forestale, vecchi abusi dei militari

Lo scorso luglio il Comando delle operazioni di sicurezza interna e il Ministero delle risorse naturali Thailandia hanno reso noto il nuovo piano forestale (’Forestry Master Plan' - FMP). Formalmente il piano sarebbe finalizzato a fermare la deforestazione, e ad espandere entro 10 anni la copertura forestale del paese dall’attuale 33 per cento (17,1 milioni di ettari), al 40 per cento (20,5 milioni di ettari), ma gratta gratta, dietro alle belle parole si nascondono le pratiche di sempre: allargare le piantagioni mon-ocolturali di Eucalipto, scacciando le comunità indigene dalle loro terre.

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Russia: Ikea smette di abbattere le foreste

Una buona notizia per le foreste della Carelia. L’Ikea ha deciso di fermare le operazioni forestali oggetto di un lungo conflitto. Per anni la sussidiaria Ikea Industry (all’epoca chiamata Ikea Swedwood) abbatteva con i caterpillar alberi centenari nelle foreste boreali.

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Mekong: allarme mangrovie

Le mangrovie del Vietnam si sono ridotte a 166.000 ettari, il 60 per cento in meno rispetto al 1940, secondo quanto riportato da uno studio del dipartimento sviluppo forestale del Ministero dell'Agricoltura. Secondo Nhu Van Ky, funzionario del dipartimento, le foreste costiere di mangrovie costiere sono state decimate dall’allevamento dei gamberi. Questa produzione di è massicciamente diffusa nelle province di Tra Vinh, Bac Lieu e Ca Mau, e vaste aree di foresta costiera sono state distrutte.

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Palma da olio: incrementare resa delle piantagioni di palma da olio non aiuterà le foreste

L’incremento della resa delle piantagioni di palma da olio è da molti ritenuto un toccasana per le foreste: se le piantagioni renderanno di più non ci sarà bisogno di convertire nuove foreste. Ma secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra, della National University di Singapore e dell’University of Sheffield, il risultato più probabile di un incremento della resa nelle piantagioni sarà proprio il contrario: le piantagioni ad alta resa rischiano di incrementare la deforestazione.

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Ebola, che c’entra la deforestazione?

La distruzione delle foreste può aver giocato un ruolo chiave nella diffusione della più letale epidemia dell’Africa occidentale. Le compagnie del legno, alla ricerca di specie sempre più rare, hanno costruito una fitta rete di strade nel cuore di foreste incontaminate. Proprio queste strade hanno velocizzato la diffusione dell’epidemia, essendo state massicciamente utilizzate da ben organizzate bande di bracconieri per portare la selvaggina verso le città.

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Indonesia: la deforestazione continua

Un nuovo rapporto pubblicato dalla coalizione indonesiana Eyes on the Forest presenta i risultati di una investigazione nelle concessioni del gigante cartario APRIL (PT RAPP) nell'isola di Pulau Padang. Il rapporto conferma i risultati di una spedizione sul campo organizzata da attivisti cinesi ed europei lo scorso settembre, organizzata dalla rete Environmental Paper Network (EPN).

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Foresta in Kenya minacciata da petrolio e gas

Il principale frammento foresta costiera dell'Africa orientale - nonché area protetta, è minacciato. La foresta di Arabuko-Sokoke è ora oggetto di prospezioni sismiche alla ricerca di petrolio e gas. La foresta, hotspot mondiale della biodiversità, è candidata allo status di patrimonio mondiale dell'UNESCO, ma questo non basta a fermare la compagnia petrolifera CAMAC e il suo subappaltatore BGP che hanno ottenuto i permessi per cercare petrolio e gas, nel Distretto di Kilifi.

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Troppo liquore nero per le cartiere statunitensi

Dopo che per sei anni l’amministrazione Obama ha permesso alle cartiere statunitensi di intascare circa il 25 miliardi di dollari in falsi sussidi per io biofuel, ora l’industria cartaria, vedendo profitti maggiori sul versante opposto, si getta nelle braccia dei repubblicani: l’associazione di categoria del l’industria cartaria ha salutato la recente vittoria elettorale repubblicana come un segno di “autentico desiderio degli americani di cambiamento”.

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La foresta rubata della Papua Nuova Guinea

La Papua Nuova Guinea ospita la terza più grande distesa mondiale di foresta pluviale, ma questa è ora minacciata dal più grande furto di terra nella storia moderna, un furto esteso sul 12% della superficie del paese. Un nuovo rapporto pubblicato da Global Witness mostra come negli ultimi anni sia stato esportato legname per un valore di circa 100 milioni di dollari. Questo legname proviene dai “progetti” che il governo ha affittato nell'ambito di permessi speciali volti a favorire lo sviluppo agricolo da parte delle comunità indigene. 

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Svizzera: libri per bambini legati alla deforestazione

Su cinquanta libri fatti analizzare dal WWF in Svizzera, cinque sono risultati legati alla deforestazione. Il WWF ha fatto analizzare i campioni dei libri dall’Istituto per Carta Scienza e della Tecnologia dell’università tedesca di Darmstadt, ed è risultato che un decimo dei campioni aveva tra l’8 e 15 per cento di fibre miste tropicali” ossia preziosa foresta pluviale abbattuta, macinata e ridotta in carta.

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Dall'Amazzonia ancora legno illegale

Una nave in arrivo dall’Amazzonica è stata fermata dagli attivisti di Greenpeace. La nave, battente bandiera francese, è carica di legno illegale proveniente dall’Amazzonia: container piedi di listoni per la pavimentazione da esterno (decking) in Ipè, una specie molto rara in Amazzonia. Il legname è diretto alle aziende belghe Lemahieu e Omniplex e proviene dalla brasiliana la Rainbow Trading.
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Foreste primarie: una mappa dei paesaggi forestali intatti

Più di 104 milioni di ettari di paesaggi forestali intatti - un'area tre volte la Germania - sono stati distrutti o degradati tra il 2000 e il 2013. Questo è il responso delle nuove mappe prodotte dalla collaborazione tra Greenpeace, l’Università del Maryland, Transparent World, col supporto di WWF Russia e del World Resources Institute. Le mappe hanno utilizzato le tecnologie satellitari per identificare gli ultimi “paesaggi forestali intatti” (intact forest landscapes, IFL) ossia fareste incontaminate stesse su vaste aree, sufficienti a mantenere la biodiversità nativa. Le mappe escludono le aree frammentate o attraversate da infrastrutture come strade, miniere o campi petroliferi. I paesaggi forestali intatti includono d’altro campo anche radure e altre aree a bassa copertura arborea.

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Gli attivisti cambogiani: taglio illegale distrugge le ultime foreste

Una rete di attivisti cambogiani si batte contro la deforestazione illegale sta distruggendo le ultime preziose foreste del paese. Gi attivisti si sono riuniti a Phnom Penh denunciando il contrabbando di almeno 55.000 tonnellate di legname di lusso con Cina, da parte dei una rete crimine con contatti tra alti funzionari e ufficiali delle forze di sicurezza.

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