| Papua Nuova Guinea: foreste ancestrali addio |
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| Giovedì 01 Luglio 2010 07:30 |
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Secondo quanto riporta l'IRIN, l'emendamento avrà un grave impatto sul diritto alla terra, alle foreste ancestrali e a un ambiente sano, per circa sei milioni di persone. Infatti fino ad oggi, le comunità tribali avevano il potere di proteggere i propri diritti consuetudinari o chiedere risarcimenti in caso di danno ambientale. Con la nuova legge, hanno perduto questi diritti. Le comunità indigene si sono dovute battere anche contro le compagnie del legno che distruggevano le loro foreste tradizionali. Intanto una nuova industria si è affacciata sulle foreste della Papua Nuova Guinea: le piantagioni su vasta scala di palma da olio, promosse da prestiti della Banca Mondiale, e alimentate dal nuovo business del biodiesel, hanno visto una rapida espansione ai danni delle terre comunitarie e dell'agricoltura di sussistenza. Articoli più recenti:
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La Papua Nuova Guinea è forse l'ultimo paese al mondo in cui la carta costituzionale assicura la proprietà della terra (e della foresta) alle comunità tribali. Per decenni le comunità native hanno protetto le loro foreste ancestrali dalle brame delle multinazionali malesi del legno e dell'espansione delle piantagioni di palma da olio. Ora non sarà più possibile: il Parlamento ha modificato l'Environment and Conservation Act 2000, che regola la gestione delle risorse del paese, e le nuove norme assegnano al Direttorato Ambiente e Conservazione ampi poteri di autorizzare dei progetti presentati dagli investitori. L'autorità concessa è così ampia che la decisione finale non può essere rimessa in discussione neppure da un tribunale.
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