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Clima e foreste: gli indigeni non ci stanno PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Marzo 2010 07:32
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I popoli indigeni non ci stanno. I governi dei paesi donatori si sono riuniti a Parigi per discutere di come gestire i fondi per fermare la deforestazione e proteggere il clima, tenendoli fuori. Le parti si sono incontrate su invito del governo francese e norvegese per iniziare a definire di strutture di governance che dovranno gestire i 3,5 miliardi di dollari messi sul piatto a Copenaghen per fermare l'impatto sul clima della deforestazione (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation (REDD). I fondi sono stati stanziati nell'ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) lo scorso dicembre. I negoziati sono ancora ben lontani dal definire un quadro in grado di rispettare i diritti dei popoli indigeni.

 


"E' inaccettabile l'iniziativa franco-norvegese escluda i popoli indigeni. Questa prova quanto sia urgente garantire la piena ed effettiva partecipazione delle popolazioni indigene a tutti i livelli dei negoziati e alle discussioni sul futuro della  loro terra, delle risorse. Si tratta di diritti riconosciuti dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene", ha detto Mina Setra, rappresentante indigeno dell'Alleanza dei Popoli Indigeni dell'arcipelago (AMAN), Indonesia.

"La mancanza del coinvolgimento e della consultazione con le popolazioni indigene non si limitata ai processi internazionali: è un aspetto comune dei processi REDD a livello nazionale. Chiediamo ai governi di assicurare che qualsiasi schema per la gestire fondi REDD sia basato sui diritti, sia trasparente e partecipativo", ha aggiunto Pacifique Mukumba Isumbisho del CaMV, centro di assistenza per i Pigmei indigeni e minoranze vulnerabili, della Repubblica Democratica del Congo.

Il Forest Peoples Programme, che collabora con le diverse coalizioni di popoli indigeni, si batte affinchè i loro diritti vengano rispettati e applicati nelle decisioni di implementazione dei piani REDD, e che ogni decisione riguardante i loro territori sia basata sul consenso previo e informato.

Commenti

avatar ivan olivieri
+1
 
 
vogliono continuare a farci credere che la natura sia esranea ai popoli indigeni..nonostante sia un tuttuno con essa....questa e una frase di un etno botanico che vive coi kaiapo'...se l'amazzonia e la porta di acceso per il futuro dell'umanita' sono gli indios che ne tengono le chiavi... quindi possiamo dire a chi ne nega l'esistenza... se la natura e la porta diaccesso al futuro del mondo sono i popoli indigeni che ne tengono le chiavi...ivan di maddalena
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