| Ombre scure sulla Siberia |
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| Lunedì 01 Febbraio 2010 06:41 |
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Di proprietà dell’oligarca Oleg Deripaska, ora indebitato, ma prima della crisi internazionale considerato l’uomo più ricco della Russia, la fabbrica aveva smesso di funzionare lo scorso anno. Dopo 25 anni di battaglie, gli ambientalisti erano infatti riusciti a ottenerne la chiusura, denunciando, proprio come ora, i rischi di inquinamento per il Lago Baikal, dove è concentrato un quinto delle riserve mondiali di acqua dolce, dove vivono 1500 specie di animali, considerato luogo sacro dalle tribù siberiane. Il Lago Baikal profondo oltre 1.500 metri. La sua enorme massa d'acqua fino ad oggi ha compensato l'inquinamento, ma una volta compromesso, saranno necessari secoli prima che le sue acque completino il ricambio.
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La polizia russa ha fatto irruzione negli uffici dell'associazione ambientalista siberiana Baikal Environmental Wave. Giovedì scorso, sei militi del Dipartimento Affari Interni e dell'Unità Anti-estremismo hanno chiuso l'ufficio sequestrando tutti i computer. Privi di mandato di perquisizione, hanno giustificato l'irruzione con una presunta indagine sul software pirata. Gli ambientalisti hanno prontamente presentato tutte le licenze, ma i militi si sono rifiutati di visionarle. Gli attivisti che tentavano di impedire la perquisizione senza mandato, sono stati arrestati per intralcio a pubblico ufficiale.
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