| Ombre scure sulla Siberia |
|
|
|
| Lunedì 01 Febbraio 2010 07:41 |
|
Di proprietà dell’oligarca Oleg Deripaska, ora indebitato, ma prima della crisi internazionale considerato l’uomo più ricco della Russia, la fabbrica aveva smesso di funzionare lo scorso anno. Dopo 25 anni di battaglie, gli ambientalisti erano infatti riusciti a ottenerne la chiusura, denunciando, proprio come ora, i rischi di inquinamento per il Lago Baikal, dove è concentrato un quinto delle riserve mondiali di acqua dolce, dove vivono 1500 specie di animali, considerato luogo sacro dalle tribù siberiane. Il Lago Baikal profondo oltre 1.500 metri. La sua enorme massa d'acqua fino ad oggi ha compensato l'inquinamento, ma una volta compromesso, saranno necessari secoli prima che le sue acque completino il ricambio.
Articoli più recenti:
|
News
- Canada: biomasse trinciaforeste
- Piemonte: le biomasse della discordia
- Ghana: cibo, foreste o biodiesel?
- Nigeria: gli indigeni presentano il conto alla Shell
- Sulla grandezza dei semi
- Occhio alle biomasse!
- La Cargill sguscia via dall'olio di palma di Papua Nuova Guinea
- Venezuela, omicidi e arresti di Indios
- Magici funghetti di foresta
- L'Endesa (Enel) all'assalto della Patagonia
Link
Fern
Taiga Rescue Network
REDD Monitor
World Rainforest Movement
Shrink
Global Forest Coalition
Forest Peoples Programme
Rights and Resources
Mongabay
Logging Off
Environmental Investig. Agency
Global Witness
Forest Stewarship Council
Culturalegno
Notizie dai Parchi
Foreste per sempre
Parks.it
Elicriso
Greenpeace
Wwf
World Resources Institute
Rainforest Foundation
Rettet den regenwald
Forest Ethics
Bruno Manser Fonds
Green film
Green Film, il respiro della foresta. Il film racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata.








La polizia russa ha fatto irruzione negli uffici dell'associazione ambientalista siberiana Baikal Environmental Wave. Giovedì scorso, sei militi del Dipartimento Affari Interni e dell'Unità Anti-estremismo hanno chiuso l'ufficio sequestrando tutti i computer. Privi di mandato di perquisizione, hanno giustificato l'irruzione con una presunta indagine sul software pirata. Gli ambientalisti hanno prontamente presentato tutte le licenze, ma i militi si sono rifiutati di visionarle. Gli attivisti che tentavano di impedire la perquisizione senza mandato, sono stati arrestati per intralcio a pubblico ufficiale.

Commenti