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Malesia: sott'acqua le foreste del Sarawak PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Gennaio 2010 08:58
La Malesia e la Cina hanno firmato un accordo per la costruzione di una diga nell'isola del Borneo, che prevede l'espulsione dalle terre ancestrali di 600.000 indigeni. L'accordo tra il governo malese le la compagnia elettrica cinese, è stato firmato in presenza del primo ministro Najib Tun Razak e del discusso premier regionale del Sarawak Abdul Taib Mahmud. Il progetto prevede un investimento di 11 miliardi di dollari. Malgrado il massiccio impatto sulla popolazione, il progetto era destinato a rimare riservato. Il piano, denominato "corridoio del Sarawak", prevede anche l'apertura di una miniera di carbone e lo sfruttamento di un giacimento di 41.000 miliardi di metri cubi di gas naturale. Secondo l'opposizione però, il "corridoio" sarebbe piuttosto un'autostrada di corruzione, come la diga di Bakun, un ecomostro che ha prodotto guadagni solo alle imprese appaltatrici.
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Commenti

avatar SANDOCAN
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SIETE TUTTI PEZZI DI PETROLIO
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avatar Massimo R.
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ma possibile che non si possa fare niente di fronte a degradi ambientali del genere? Non dimentichiamo che la' dove vengono iniziati lavori del genere non sarà mai più come prima! E mai possibile che gli uomini non si rendano conto che le risor se naturali del pianeta non sono "inesauribili"? Cosa faremo una volta che l'ultimo lembo di foresta vergine sarà stato distrutto per predare le risorse del sottosuolo che comunque un giorno si esauriranno? Bah! L'uomo in generale è proprio stupido! E poi c'è ancora chi crede all'evoluzione della specie........ semmai io credo all'involuzione, al degrado , al progressivo imbarbarimento della specie umana, la quale non "vuole" rendersi conto che dalla natura noi traiamo ogni sostentamento........
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avatar ivan olivieri
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bravo massimo,ivan di maddalena..e aggiungo 600.ooo indigeni che se la diga verra' costruita diventeranno dei mendicanti e tutti noi a chiederci perche'tanta sofferenza nel mondo... ricordatevi che molti popoli che ora soffrono la fame un tempo erano popoli indigeni che difendevano le foreste che a noi danno la vita e ora non piu' a causa di questi progetti di "sviluppo"
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