| Malesia: sott'acqua le foreste del Sarawak |
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| Lunedì 18 Gennaio 2010 08:58 |
La Malesia e la Cina hanno firmato un accordo per la costruzione di una diga nell'isola del Borneo, che prevede l'espulsione dalle terre ancestrali di 600.000 indigeni.
L'accordo tra il governo malese le la compagnia elettrica cinese, è stato firmato in presenza del primo ministro Najib Tun Razak e del discusso premier regionale del Sarawak Abdul Taib Mahmud. Il progetto prevede un investimento di 11 miliardi di dollari. Malgrado il massiccio impatto sulla popolazione, il progetto era destinato a rimare riservato.
Il piano, denominato "corridoio del Sarawak", prevede anche l'apertura di una miniera di carbone e lo sfruttamento di un giacimento di 41.000 miliardi di metri cubi di gas naturale. Secondo l'opposizione però, il "corridoio" sarebbe piuttosto un'autostrada di corruzione, come la diga di Bakun, un ecomostro che ha prodotto guadagni solo alle imprese appaltatrici.Articoli più recenti:
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Green Film, il respiro della foresta. Il film racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata.







La Malesia e la Cina hanno firmato un accordo per la costruzione di una diga nell'isola del Borneo, che prevede l'espulsione dalle terre ancestrali di 600.000 indigeni.
L'accordo tra il governo malese le la compagnia elettrica cinese, è stato firmato in presenza del primo ministro Najib Tun Razak e del discusso premier regionale del Sarawak Abdul Taib Mahmud. Il progetto prevede un investimento di 11 miliardi di dollari. Malgrado il massiccio impatto sulla popolazione, il progetto era destinato a rimare riservato.
Il piano, denominato "corridoio del Sarawak", prevede anche l'apertura di una miniera di carbone e lo sfruttamento di un giacimento di 41.000 miliardi di metri cubi di gas naturale. Secondo l'opposizione però, il "corridoio" sarebbe piuttosto un'autostrada di corruzione, come la diga di Bakun, un ecomostro che ha prodotto guadagni solo alle imprese appaltatrici.

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