| Perù, la diga amazzonica |
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Nel frattempo, i governi del Perú e del Brasile hanno concordato ben sette progetti energetici nel cuore dell'Amazzonia. Ma i contadini di della regione non ci stanno, e hanno iniziato a protestare. Riusciranno a salvare la foresta? Articoli più recenti:
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Green Film, il respiro della foresta. Il film racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata.











Per anni gli ambientalisti hanno messo in guardia contro gli effetti della Transoceanica, la mitica strada che con i suoi 2.586 chilometri avrebbe unito Ceano Atlantico e Oceano Pacifico, passando attraverso la foresta amazzonica passando per gli stati brasiliani di Acre e Rondonia e quelli peruviani di Porti do Ilo, Matarani e San Juan d Marcona. La strada, spiegavano, avrebbe portato nuove ondate di espansione economica, a danno della foresta amazzonica. Ora il governo peruviano, in accordo con quello brasiliano, si è deciso ad affondare la Transoceanica (in senso letterale) non per salvare la foresta, ma per sommergerla in un mare di acqua.
La Centrale Idroelettrica di Inambari infatti affogherà allo stesso tempo la foresta, la Transoceanica, nonché le case di migliaia di indios e contadini peruviani, sotto 26.500 milioni di metri di acqua. Sott'acqua finiranno anche i villaggi di Loromayo, Chaspa Bajo, Chaspa Loromayo, Lechemayo piccolo, Lechemayo grande , Salimayo, Carmen, Cuesta Blanca, Yahuamayo, Challhuamayo e Puerto Manoa, e un'area grande quanto 410 chilometri quadrati.

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