| Deforestazione illegale in Camerun, coinvolte le imprese italiane |
|
|
|
|
Articoli più recenti:
|
News
- La finta ricrescita delle foreste indiane
- La rana più piccola
- Proteggere la foresta paga. Il caso dell'Ecuador
- Jurassic Park Est Africa
- L'avventurista strategia della Banca Mondiale sullla palma da olio
- Indonesia: ragazzo ucciso da una tigre presso una concessione della APP
- Il governo norvegese esclude la compagnia del legno malese: non è etica
- Il biodiesel europeo e la conquista dell'Africa
- Russia: salva foresta di Khimki
- Le balle certificate della Asia Pulp & Paper
Link
Fern
Taiga Rescue Network
REDD Monitor
World Rainforest Movement
Shrink
Global Forest Coalition
Forest Peoples Programme
Rights and Resources
Mongabay
Plantsdontlie
Logging Off
Environmental Investig. Agency
Global Witness
Forest Stewarship Council
Culturalegno
Notizie dai Parchi
Foreste per sempre
Parks.it
Elicriso
Greenpeace
Wwf
World Resources Institute
Rainforest Foundation
Rettet den regenwald
Forest Ethics
Bruno Manser Fonds
Green film
Green Film, il respiro della foresta. Il film racconta attraverso i ricordi di un orango in fin di vita, l'eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell'Indonesia, e l'avanzare della loro distruzione per fare spazio alle piantagioni di acacia e palma da olio, per la produzione di carta e biodiesel. Immagini forti e poetiche di una tragedia dimenticata.











Continua il taglio illegale delle foreste pluviali del Camerun. Tra i responsabili, anche due imprese italiane, il Gruppo SEFAC (Vasto Legno) e il Gruppo FIPCAM (Bruno spa), secondo quanto emerge da una tornata di ispezioni forestali effettuate tra il maggio e l'ottobre 2009.

Commenti
ed è proprio la miseria a costringerli a sacrificare di buon grado tutto ciò che hanno. le foreste sono belle per noi, e io le amo, ma gli uomini forse sono più importanti. le ditte italiane e francesi in quel paese sono come le termiti, ma finchè non ci sarà uno stato VERO non ci potrà essere il rimboschimento.
tutta l'africa è così.
Le aree dove sono insediate le imprese forestali sono dominate dalla povertà. E una volta distrutta, la foresta, non offre neppure quei prodotti "gratuiti" cui si ricorre quando le cose vanno male. Più che promuovere il rimboschimento, bisognerebbe preservare la foresta che c'è.
Altrimenti, alla fine, chi sta bene si arricchisce, e i poveri pagano il prezzo di tutto. Come sempre.
Deforestazione e sviluppo? Mica tanto:
http://www.salvaleforeste.it/20090909800/amazzonia-boom.html
Certi di contare sulla Vs. attenzione e partecipazione all'argomento, riteniamo importante trasmettervi in allegato, il riscontro che abbiamo consegnato all'ente incaricato di tale monitoraggio, con riferimento al Rapporto 88, a confutazione ed a commento dei carichi attribuitici, replica che apprezzeremmo molto venisse altrettanto pubblicata sul Vs. sito, a tutela della ns. immagine e del lavoro da noi svolto, sin qui, sul campo.
Saprete, infatti, che SEFAC è stata una delle prime società nel Bacino del Congo a favorire la gestione sostenibile del suo patrimonio forestale, al cui processo di certificazione si è dedicata attivamente sin dall'Ottobre del 2004.
Ha sottoscritto, da allora, col WWF un protocollo d'intesa, per la buona gestione sociale, ambientale ed economica delle sue concessioni, conquistandosi, nell'agosto del 2006, l'ammissione a membro del WWF-CAFTN (Central Africa Forest and Trade Network).
Tanto il gruppo SEFAC che GTZ (agenzia tedesca per la cooperazione tecnica) nonché il PGDRN (programma per la gestione durevole delle risorse naturali) hanno promosso un'associazione tra il settore pubblico e quello privato, inquadrata nel progetto (PPA), avente come obiettivo quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni indigene, realizzando infrastrutture socio-economiche.
Nel settembre 2007, dopo anni di duro lavoro e molti sforzi, il Gruppo SEFAC è stato giudicato conforme alle norme ed ai criteri FSC ed insignito della certificazione FSC N° ICILA-FM/COC-000181, assegnazione che ci rende fieri e prova la determinazione del ns. Gruppo al rispetto delle leggi per la gestione sostenibile delle foreste.
Riteniamo perciò che, anziché screditare il ns. operato, vogliate piuttosto sostenere e salvaguardare l'azione che il Gruppo SEFAC sta portando avanti con la sua politica.
Grazie.
Dott. Giorgio COATES
Responsable pour la Certification du Groupe SEFAC/VASTOLEGNO
Replica o al Rapporto 88: http://www.groupesefac.com/fra/wp-content/uploads/2010/01/Reponse-SEFAC-au-rapoport-REM-N88.pdf
Voyons sur votre site l'article du 13 Janvier 2010 concernant la Déforestation illégale au Cameroun…., qui transmet le rapport de la mission conjointe de l’Observateur Indépendant (REM) et de la Brigade Nationale de Contrôle (BNC) qui s'est déployée en Mai 2009 dans le Département de la Boumba et Ngoko, attribuant à des entreprises Italiennes, entre elles au Groupe SEFAC, des infractions.
Persuadés de croiser votre attention et participation à ce sujet, nous avons le plaisir de joindre les éclaircissements qu'on a transmis à l'organisme chargé de tel monitorage, notamment au Rapport 88, réplique qu'apprécierions beaucoup puisse être autant publiée sur le site SALVA LE FORESTE, à tutelle de notre image et du travail que notre Groupe étend sur le champ depuis des années.
Vous serez sans doute informé que le Groupe SEFAC a été l'une des premières entreprises du Bassin du Congo à promouvoir la gestion soutenable de son patrimoine forestier, démarrant en octobre 2004 son itère de certification.
Pour le meilleur progrès de ce processus, le groupe SEFAC a demandé l'aide du projet WWF-Jengi, pour le suivi et l'évaluation de ses activités. Après deux ans d’efforts conjoints, le groupe SEFAC a été accueilli par WWF en tant que membre de CAFTN (réseau commercial de l'Afrique centrale), qui est le programme forestier régional et réseau commercial du WWF (GFTN). Des actions sont mises en application conjointement, soutenues par l'expertise environnementale et sociale fournie par WWF, en plus de l’équipe de direction de la SEFAC.
Aussi bien le groupe SEFAC et GTZ (agence allemande pour la coopération technique), PGDRN (programme pour la gestion durable des ressources naturelles) ont accepté de développer une association entre le secteur public et le secteur privé intégrée de projet (PPA). L'objectif de la coopération est de contribuer à l'amélioration des conditions de vies des populations locales dans différents emplacements près de LIBONGO, par la création d’infrastructures socio-économiques.
SEFAC a été jugée en conformité avec les règles du FSC après beaucoup de travail et d'efforts et le 20 septembre 2007 décerné par le certificat FSC-ICILA-FM/COC – 000181, ce qui est indicatif de la détermination du Groupe à respecter les règles de gestion durable des forêts.
Souhaitons vivement que plutôt que ternir l’image de notre travail vous voudriez soutenir et sauf garder l'action et les efforts que le Groupe SEFAC déploie dans sa politique.
Merci
Dott. Giorgio COATES
Responsable pour la Certification du Groupe SEFAC/VASTOLEGNO
Sarebbe però più corretto specificare che tale certificato è stato ritirato tre mesi or sono, il 16 ottobre 2009:
http://www.icila.org/cgi/Report%20FSC%20sospese%20e%20revo.pdf
Anche ai sensi del corretto uso del logo di FSC, sarebbe importante spiegare se sia corretto fare riferimento a tale certificato, e quindi il documento di ICILA sia fuorviante. O se invece sia stato rilasciato un nuovo certificato FSC per la gestione forestale delle concessioni SEFAC in Camerun. Sul database online FSC risulta la menzione di due certificati COC per la la trasformazione del legno detenuti da SEFAC e SEBAC, ma non vi è alcun riferimento a un eventuale certificato FSC per la gestione forestale, ossia per il prelievo di alberi, assegnato al Gruppo SEFAC. Visto che si parla di origine del legno, in foreste di altissimo valore ambientale (habitat cruciale di gorilla e elefanti di foresta), sarebbe importante indicare in modo esatto qual'è la certificazione delle operazioni di taglio.