| Copenaghen, ballando sul baratro |
|
|
|
| Sabato 19 Dicembre 2009 10:22 |
|
Articoli più recenti:
|
News
- Per i Maya il mondo non sta finendo, ma l'ambiente è in guai grossi
- Aiuto, mi si è ristretta la foresta
- Amazzonia: le grandi opere minacciano foreste e sviluppo
- Biomasse e deforestazione
- Levi Straus non compra dalla APP
- Nuova guida del WWF: come comprare carta "verde"
- Amazzonia: iniziano tra le proteste i lavori sulla diga del fiume Xingu
- I popoli indigeni sotto assedio in tutto il mondo
- Tigre di Sumatra: verso l'estinzione
- Filmata scimmia birmana ritenuta estinta
Link
Fern
Taiga Rescue Network
REDD Monitor
World Rainforest Movement
Shrink
Global Forest Coalition
Forest Peoples Programme
Rights and Resources
Mongabay
Plantsdontlie
Logging Off
Environmental Investig. Agency
Global Witness
Forest Stewarship Council
Culturalegno
Notizie dai Parchi
Foreste per sempre
Parks.it
Elicriso
Greenpeace
Wwf
World Resources Institute
Rainforest Foundation
Rettet den regenwald
Forest Ethics
Bruno Manser Fonds












Clima, emissioni e foreste: accordo al ribasso, o meglio, niente accordo a Copenaghen: il clima e le foreste possono andare a ramengo. Il testo concordato da Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Sudafrica, sembra un semplice pacco attorno al nulla: nessun obiettivo vincolante, niente target di emissioni per ciascun paese, nessun serio obiettivo per il 2020 o per il 2050. Unico numero fornito: le temperature globali non dovranno aumentare più di due gradi. Ma senza misure concrete, è come se si volesse intimare al clima di regolarsi da solo. "Fermati o sole", disse Giosuè. Numerosi paesi di Africa, Oceania e America Latina si sono rifiutati di fermare l'accordo, definendolo una vergogna. La formula adottata - "prendere nota" - evidenzia la mancanza di accordo.
Commenti