| Costa d'Avorio, contadini contro il biodiesel |
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| Lunedì 26 Ottobre 2009 07:09 |
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Trattandosi di una foresta umida e ricca di torba, gioca un grande ruolo di assorbimento di carbonio e quindi un ruolo cruciale per evitare il riscaldamento climatico, così come la rarefazione delle piogge ed il calo del rendimento delle coltivazioni dei contadini. Inza Koné, coordinatore del programma Ricerca e azione per la salvaguardia dei primati della Costa d'Avorio non ha dubbi: "Il progetto di piantagione della palma da olio rischia di causare la scomparsa di specie animali e di piante endemiche della foresta Tanoé. Le specie più iconiche sono il colobo rosso di Miss Waldron (Piliocolobus badius waldronae), il cercopiteco diana (Cercopithecus diana roloway) e il cercopiteco dal collare (Cercocebus atys lunulatus), le tre specie di primati più minacciate di estinzione in Africa occidentale. Infatti fanno parte della lista delle 25 specie di primate più minacciate al mondo. Inoltre, 179 specie di uccelli delle quali una sessantina è di interesse internazionale, e 279 specie di piante, delle quali 33 di grande importanza ambientale , vivono nella foresta di Tanoé. Siamo scioccati dal fatto che un progetto di distruzione di questa foresta sia stato avviato senza nemmeno una valutazione di impatto ambientale e sociale, come previsto dal Codice dell'ambiente in vigore in Costa d'Avorio". Il Ministero dell'ambiente della Costa d'Avorio qualche mese prima aveva chiesto di istituire nella foresta una riserva naturale. Il governo si era quindi opposto e la compagnia aveva tentato di rivolgersi direttamente alle autorità provinciali. "Non potremmo mai compensare le perdite causate dalla scomparsa di questa foresta ed i costi per far fronte ai danni provocati da questa scomparsa sarebbero mille volte più enormi che i benefici che questa potrebbe generare", assicura Koné, e difatti il progetto è stato nuovamente bloccato. Situata a soli 70 chilometri da Abidjan, la foresta di Tanoé è particolarmente interessante dal punto di vista commerciale, ma fino ad oggi è stata gelosamente protetta dalla sua popolazione di pescatori che ora temono che la deforestazione metta in pericolo la popolazione ittica e dai piccoli contadini che vedono come un una minaccia l'arrivo dei complessi agro-industriali. Per questo le comunità locali chiedono di poter gestire l'area per mantenere le piccole attività di pesca e la foresta attraverso una riserva naturale. Articoli più recenti:
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Un anno fa le popolazioni locali della foresta di Tanoé avevano iniziato la loro 
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